Vibo Unica si scaglia contro il sindaco Romeo: "Ecco perché ha già fallito"
"I primi cento giorni di attività amministrativa, per consuetudine, è considerato un congruo termine per redigere un primo bilancio di merito sul Sindaco e sulla sua giunta e pertanto gli scriventi in qualità di rappresentanti di Vibo Unica ritengono opportuno esprimere in modo chiaro le proprie considerazioni sul punto".
È questo l'incipit dell'intervento dei responsabili provinciali e cittadini di Vibo Unica: "Per non apparire prevenuti - scrivono il responsabile provinciale Francesco Belsito, il responsabile cittadino Francesco Fusca, il consigliere comunale Claudia Gioia e il presidente Stefano Luciano - occorre come sempre evidenziare i dati di fatto rispetto ai quali si esprime un giudizio politico ed amministrativo e dunque in via preliminare di seguito indicheremo i punti specifici da cui è possibile trarre un primo giudizio: Bivona ed il torrente S. Anna; gli stipendi di Sindaco assessori e giunta; l’acqua; il bando per il professionista addetto alla comunicazione; il teatro".
"Questi cinque punti, che si sono palesati nel corso di questa prima parte di amministrazione rappresentano cinque fallimenti che hanno minato la credibilità di un sindaco già debole in quanto eletto da un ristretto numero di cittadini rispetto alla maggiore legittimazione acquisita dai suoi predecessori, da D’agostino a Costa finendo con la Limardo".
"In particolare, sul torrente S. Anna il Sindaco aveva rassicurato che la riparazione di un tubo della condotta avrebbe garantito il mancato sversamento di liquami a mare, senza comprendere la portata più ampia del problema che imponeva una chiusura totale o una immediata deviazione al depuratore di Porto Salvo: il risultato è stato una compromissione della stagione turistica passata ed un pessimo biglietto da visita per la prossima".
"Quanto agli stipendi di sindaco ed assessori, il Sindaco appena eletto aveva scritto a chiare lettere sul programma ed aveva pubblicamente sostenuto di volerli ridurre per dare un segnale di buon senso ad una cittadinanza che soffre una crisi economica senza precedenti. Nulla di tutto questo, nonostante, per legge, sarebbe bastata un atto unilaterale del primo cittadino di riduzione del proprio stipendio per ridurre a cascata quello di assessori e consiglieri".
Ed ancora, "l’acqua, bene pubblico essenziale che a tratti manca ed a tratti scorre di colore marrone. Segno tangibile di incuria verso i diritti fondamentali della popolazione che chiede il corretto funzionamento dei servizi pubblici essenziali".
"Di grande rilievo anche mediatico è stato poi il caso del bando che disegnava un profilo molto sospetto di un professionista strapagato con soldi pubblici. Il segno di una logica clientelare che smentisce la volontà di essere discontinui con le peggiori logiche del passato e che conferma la tendenza dell’amministrazione a conservare i peggiori vizi della politica locale che hanno determinato l’involuzione della città".
Infine, "l’assessore alla cultura che dimentica la riunione in Regione per il teatro, struttura fondamentale per il rilancio della socialità e della coesione sociale in una città sempre più povera di cultura. Anche questo, il segnale di disinteresse verso uno dei settori più importanti dell’amministrazione e la prova che la cultura si è ridotta, eccetto “Vicoli di Vino”, all’organizzazione di festicciole ordinarie senza tema a dispetto di un patrimonio storico che meriterebbe ben altra attenzione*.
Insomma, "attraverso questi cinque punti si è voluto dimostrare come fino ad oggi restano disattese le promesse della campagna elettorale e si è di fonte ad un amministrazione senza spinta e senza segnali di rinnovamento e discontinuità. Noi - concludono - speriamo che per il futuro le cose possano migliorare nell’interesse della città dichiarandoci pronti a sostenere qualunque iniziativa vada in questa direzione indipendentemente dalle schermaglie politiche".
