Nessuna carenza in una serie di servizi offerti dalla società Elitaliana che gestisce il servizio dell'elisoccorso. Crolla l'ipotesi di accusa di truffa nelle pubbliche forniture

Nessun appalto sospetto per l’assegnazione del servizio dell’elisoccorso, che era costato al direttore generale dell’ “Elitaliana”, (società che gestisce il servizio) Giampiero Pedone, un avviso di garanzia per truffa nelle pubbliche forniture. Il gip del Tribunale di Catanzaro Giovanna Gioia ha archiviato il caso per infondatezza del reato come richiesto dalla Procura e dall’avvocato difensore Anselmo Mancuso che più volte aveva evidenziato con corpose memorie difensive l’estraneità dei fatti del suo assistito. Un fascicolo coassegnato all’allora sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, oggi aggiunto a Reggio e al pm Domenico Guarascio, passato poi nelle mani del pubblico ministero Graziella Viscomi e infine sulla scrivania della collega Fabiana Rapino, che ha formulato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviare il caso giudiziario. Secondo la ricostruzione dei fatti gli uomini del Nucleo Sanità e Ambiente guidati dall’ispettore Francesco Santoro, avevano acquisito la documentazione relativa all’assegnazione dell’appalto sospetto con una serie di atti prelevati dall’Avvocatura regionale. Tanti i dirigenti e funzionari regionali sentiti, in qualità di persone informate sui fatti, con il preciso obiettivo di stabilire i criteri seguiti nella gara di appalto e l’iter amministrativo di aggiudicazione della stessa gara alla società Elitaliana.

La denuncia. Un’inchiesta nata dalla denuncia di alcuni sanitari che avevano lamentato una serie di carenze negli elicotteri utilizzati per il soccorso, con annessi servizi non a norma, come le barelle per il pronto intervento. Forniture acquistate in sedi diverse ad un prezzo inferiore al solo fine di trarne guadagno, mettendo a rischio, secondo i sanitari, l'incolumità dei pazienti.  Un esempio fra tutti le culle termiche che secondo le originarie ipotesi di accusa, non sarebbero stati conformi ai criteri stabiliti per legge. Accuse venute meno alla luce della decisione del gip e delle prove fornite dal legale difensore che ha dimostrato come quelle culle sebbene acquistate in posti diversi fossero di qualità pari se non superiore rispetto a quella richiesta dai camici bianchi. (ga. pa.)