La rampa per aiutare i 90enni disabili dà fastidio agli altri condomini, va rimossa
Una coppia di anziani di 90 anni rischia di rimanere bloccata in casa a causa di una lite condominiale. I due coniugi, lei disabile al 100% e lui con difficoltà motorie, vivono in un appartamento al secondo piano di un vecchio edificio privo di ascensore.
Nel 2014, il condominio ha approvato una delibera che autorizzava la costruzione di una rampa esterna per consentire agli anziani di entrare in casa dal balcone. La struttura è stata realizzata e autorizzata dal Comune, ma ha suscitato le lamentele dei vicini, in particolare degli inquilini del piano sottostante.
I vicini hanno fatto ricorso al tribunale civile, sostenendo che la rampa fosse stata installata senza il loro consenso e che fosse rumorosa e d'intralcio. Nel marzo scorso, il tribunale ha accolto il ricorso, ordinando la rimozione della rampa.
La sentenza ha lasciato gli anziani senza parole. "Non sappiamo come fare - ha detto la donna -. Non riusciamo a fare le scale e la rampa era l'unica soluzione per poter uscire di casa".
La coppia ha chiesto aiuto alle autorità locali, ma le norme non consentono di rimandare la rimozione della rampa. I due anziani si stanno rivolgendo ai social e ai mass media, nella speranza di trovare qualcuno che possa aiutarli a trovare una soluzione.
La sentenza del tribunale di Fiuggi ha importanti conseguenze per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. La struttura realizzata dalla coppia di anziani era necessaria per garantire loro l'accesso alla propria abitazione, ma è stata rimossa a causa di un ricorso presentato dai vicini.
La sentenza potrebbe aprire la strada a ricorsi simili da parte di altri condomini, mettendo a rischio la sicurezza e l'autonomia delle persone con disabilità. È necessario che le norme vengano modificate per tutelare i diritti di queste persone e garantire loro un accesso sicuro e agevole alle proprie abitazioni.
