Camera penale Vibo Valentia aderisce a sciopero penalisti
Dall'avvocato Vincenzo Gennaro a nome della Camera Penale di Vibo Valentia "Francesco Casuscelli" riceviamo e pubblichiamo:
"Gli avvocati penalisti italiani sciopereranno dal 30 novembre al 4 dicembre.
I rilievi e le proposte fatte, nel tempo, dall’ Avvocatura penale alla politica per migliorare il processo penale e ricondurlo a quei principi che Carta costituzionale e legge delega 81/87 avevano inteso affermare, non hanno trovato adeguate risposte, ed anzi vi sono una serie di misure che sembrano andare in direzione opposta, ed ecco alcuni esempi:
L’estensione dello strumento del “processo a distanza” spesso attuato senza motivazione specifica, o solo di stile, ad un numero eccessivo di processi, tramite la riforma dell’art. 146 bis att. al c.p.p. all’esame del Parlamento.
La spettacolarizzazione dei processi, che anticipa il processo stesso, con l’esibizione e la gogna degli arrestati mediante la diffusione di immagini e materiale di indagine attraverso i media, prima ed al difuori di qualsiasi controllo processuale, cui fà riscontro il deludente silenzio di chi a tale controllo è preposto.
Oggi vi sono disegni di riforma volti ad una sostanziale limitazione delle impugnazioni, o di vanificazione dell’istituto della prescrizione, unico strumento in grado di arginare l’irragionevole durata dei processi, che espone l’Italia all’apertura di procedure di infrazione in sede europea.
Eppure, l’art. 111 della Costituzione prevede la ragionevole durata del processi!
Non vi è chi non veda come un processo che potrebbe durare decenni è un danno per chi lo subisce, sia esso imputato o parte offesa, e per lo Stato che impiega risorse e mezzi per mantenere in piedi un giudizio che con il tempo perderà ogni sua efficacia e ragione.
Non è facendo le leggi sulle grida della piazza, o seguendo i suggerimenti di chi sconosce, o, peggio, suggerisce siano negate le garanzie di uno stato di diritto, che si migliora la giustizia!
L’Avvocatura penale propugna una seria e radicale riforma del CSM, con nuove regole che limitino il passaggio dalla magistratura alla politica, e dalla politica all’amministrazione, con un profondo riassetto ordinamentale che preveda la separazione della carriera tra magistratura giudicante e requirente, quale indispensabile percorso per la terzietà del giudice.
Ed ancora, sempre in tale ambito, chiede anche una razionalizzazione e nuova dislocazione di risorse che possano porre fine al collasso di Uffici Giudiziari, dove la mancanza di minimi supporti organizzativi, e di materiale, conduce all’impossibilità di dare una risposta adeguata di giustizia ai cittadini, con il disagio per chi la giustizia deve amministrarla e la delusione di chi attende giustizia.
Il processo ha come suo momento centrale, per l’accertamento della verità, il dibattimento, attraverso l’oralità ed il contraddittorio tra le parti, in una posizione di assoluta eguaglianza tra loro, garanzia per un giusto processo.
Non a caso oralità e parità tra accusa e difesa in ogni stato e grado del procedimento, affermati ai punti 2) e 3) dell’art. 2 della legge 81/87 e nell’art. 111 della Carta Costituzionale, dovevano servire da faro, ma col tempo anziché essere migliorati sono stati depotenziati.
Dispiace per il disagi che questa astensione arrecherà a chi non ha colpa, ma ci auguriamo capisca le finalità della nostra battaglia ed il nostro impegno,
perché nel processo penale non è in gioco solo la vita dell’imputato, ma la libertà di ogni cittadino.
L’Avvocato non difende il reato, difende l’imputato! "
Vincenzo Gennaro
