Precipita da impalcatura e muore: chiesto il rinvio a giudizio per il datore di lavoro
A due anni dall'incidente che costò la vita ad un muratore di Pizzo, Giacomo Pizzonia, la Procura chiede il processo per l'imprenditore e cognato della vittima
La Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio per G. L., 62 anni, titolare dell'impresa per la quale lavorava Giacomo Pizzonia, il muratore di Pizzo morto in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere precipitato da un'impalcatura il 23 ottobre del 2014. A due anni dalla tragedia, arriva la richiesta di rinvio a giudizio per l'imprenditore che, oltre ad essere il datore di lavoro, era anche il cognato della vittima. Il 62enne risulta indagato per omicidio colposo.
Le indagini. Secondo le ricostruzioni effettuate dai carabinieri della Stazione di Pizzo diretti dal maresciallo Paolo Fiorello e della Compagnia di Vibo oggi diretta dal capitano Piermarco Borettaz (l'indagine era stata avviata all'epoca dalla Compagnia guidata dal capitano Diego Berlingieri), Pizzonia precipitò da un'impalcatura alta cinque metri d'altezza che subito dopo l'incidente sarebbe stata smontata. Nella caduta l'uomo riportò un'emorragia celebrale e fratture multiple alle costole tanto da essere trasportato in elisoccorso a Catanzaro dove morì il 30 novembre del 2014 dopo un mese di agonia all'età di 51 anni.
