Via libera alla riorganizzazione rete ospedaliera: scontro Oliverio-Scura
Il documento prevede la riduzione della mobilità passiva e tagli alle unità operative. Malumori dalla Regione. Ecco cosa prevede il decreto
E’ stata licenziato ieri sera, ma è stato reso pubblico solo questa mattina sul sito ufficiale della Regione Calabria, il decreto partorito dalla struttura commissariale che ridisegna la rete ospedaliera regionale. Si tratta di un documento molto atteso e che rientra nel programma operativo 2016/2018 che il duo commissariale composto da Massimo Scura e da Andrea Urbani è stato chiamato ad applicare dal governo centrale. La notizia per la verità non è stata ben accolta dal governatore, Mario Oliverio, che in un’eterna contrapposizione con il commissario Scura ha fatto sapere di voler informare dell’accaduto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, definendolo “un atto provocatorio”. L’accusa va cercata nella mancata concertazione in fase di redazione del documento con il dipartimento Tutela della salute.
Misure. Il dca n. 30 del 3 marzo 2016 è un documento corposo costituto da 68 pagine che fotografa lo stato di attuazione della programmazione esistente descrivendo poi in sintesi la natura degli interventi previsti. La struttura commissariale, in sostanza, sulla dotazione standard di posti letto assegnati dal Ministero della salute ha deciso le modalità di ripartizione. Quindi, su un totale di posti letto di 6.850 di cui 5.554 per acuti e 1.296 per post-acuzie, la struttura commissariale ha deciso di operare nel seguente modo: ha destinato 5.277 posti letto per acuti e 1.284 per post acuti. I rimanenti 289 (di cui n. 12 per post acuti e n. 277 per acuti) resteranno invece in attesa di assegnazione e ripartiti in base al criterio del recupero della mobilità passiva: “Saranno assegnati – si legge nel documento - alle unità operative che, in condizione di efficienza e di appropriatezza, avranno saturato l’utilizzo dei posti letto già attivi”.
Taglio unità operative. Nel documento viene inoltre indicato un esubero di unità operative: sono 31 le Unità complesse pubbliche in più e 42 le Unità semplici e semplici a valenza dipartimentali su cui si dovrà certamente operare un taglio ma non da subito. La riduzione delle Unità operative deriverà in parte dall’accorpamento in un’unica azienda ospedaliera universitaria delle due strutture sanitarie catanzaresi: la struttura commissariale conta di falcidiarne almeno 55 tra strutture complesse e strutture semplici. Più complicato invece tagliare la restante quota. “Per quanto riguarda le ulteriori n. 18 Strutture Complesse, si prevede la riduzione di n. 5 Strutture Complesse allo scadere degli incarichi dirigenziali previsti dal precedente assetto organizzativo – si legge del decreto -. Per quanto riguarda le ulteriori 13, si ritiene difficile attuare una riduzione. Per la particolare configurazione orografica della Regione e la presenza di alcune strutture non adeguatamente strutturate ad accogliere tutte le UU.OO di cui ai nuovi standard previsti, è necessario fino alla costruzione dei nuovi ospedali (Sibaritide che comprenderà lo spoke relativo ai due presidi di Rossano e Corigliano, Vibo Valentia che sostituirà lo spoke di Vibo e l’ospedale sede di PS di Tropea, l’Ospedale della Piana che comprenderà lo spoke di Polistena e l’ospedale sede di PS di Gioia Tauro) mantenere un numero di strutture complesse tali da garantire gli standard relativi all’assistenza ospedaliera, in ogni presidio e nel rispetto della configurazione secondo i livelli di complessità di ciascuno di essi”.
Nuovi ospedali. “Il programma regionale per la costruzione dei nuovi ospedali (fondi ex art. 20) è in fase avanzata di progettazione dopo gli avvenuti appalti, con una previsione di attivazione entro il mese di giugno 2018 per l’ospedale di Vibo Valenza e successivamente per gli Ospedali della Sibaritide, e della Piana di Gioia Tauro, sede di DEA di 1° livello – viene spiegato nel documento -. La progettazione esecutiva di costruzione di ciascun nuovo ospedale manterrà comunque la configurazione precedentemente prevista ciò al fine di evitare contenziosi con le ditte aggiudicatrici ma, ancor di più per le possibili necessità di revisione degli assetti organizzativi dell’offerta nelle future programmazioni”. (red5)
