Il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari parla di "gesto blasfemo" mentre il segretario regionale del Partito democratico si dice pronto ad informare la Commissione antimafia

Alcune immagini della Madonna della Montagna, di cui si è celebrata ieri la festa nel santuario di Polsi, sono state trovate affisse, a Rosarno, davanti l'abitazione di Giuseppa Bonarrigo, novantenne madre di alcuni boss della cosca Pesce, una delle più potenti della 'ndrangheta. Le immagini sono state affisse sul bandone di un supermercato chiuso da anni e riconducibile, secondo gli investigatori, agli stessi Pesce.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Gli investigatori non escludono che possa essere stato il gesto di qualcuno che ieri ha partecipato ai festeggiamenti al santuario di Polsi - luogo d'incontro, proprio in concomitanza della festa, delle cosche di 'ndrangheta - ed ha voluto poi "omaggiare" la famiglia Pesce.

"Gesta blasfemo". "In relazione all'affissione di alcune immagini della Madonna della Montagna a Rosarno, all'indomani delle celebrazioni avvenute a Polsi, non può che esprimersi profondo sconcerto, dura riprovazione ed incondizionata condanna per un gesto blasfemo che esige ogni urgente sforzo perché non è assolutamente tollerabile che la gestualità della 'Ndrangheta possa lontanamente ripetersi". Lo afferma il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari. "La sana devozione alla Madonna della Montagna - prosegue - è antinomica, contraria, opposta alla ritualità di qualsiasi organizzazione malavitosa e lo Stato anche in questo caso non mancherà di dare una risposta incisiva per l'affermazione della legalità".

La condanna del sindaco di Rosarno. Su quanto accaduto a Rosarno è intervenuto anche il sindaco Giuseppe Idà con una dichiarazione ufficiale: “Gli inquirenti - ha detto - non escludono possa essere stato il gesto di qualcuno che ieri ha partecipato ai festeggiamenti al santuario di Polsi e che, tramite tale azione, avrebbe voluto poi 'omaggiare' la potente famiglia di ndrangheta. Se questa pista investigativa fosse confermata dalle indagini, saremmo in presenza di un gesto grave e da condannare con fermezza".

Magorno: "Informerò commissione antimafia". "In qualità di componente, informerò la commissione parlamentare Antimafia di quanto accaduto a Rosarno, dove alcune immagini della Madonna di Polsi sono state depositate in un locale commerciale sotto sequestro riconducibile alla cosca Pesce, in occasione delle celebrazioni religiose in onore della Madonna della montagna". E' quanto scrive invece  in una nota Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd Calabria. "Un inaccettabile gesto di deferenza, su cui occorre non solo fare luce, per disvelarne protagonisti e dinamiche, ma da condannare con fermezza sul piano pubblico e politico. Ecco perché intendo trasferire la discussione all'interno della commissione Antimafia, per gli opportuni e necessari approfondimenti e conseguenti iniziative".