Comune Vibo, verso l'elezione del nuovo presidente del Consiglio
Giuseppe Muratore ha gettato la spugna. E al Consiglio comunale di palazzo “Luigi Razza” non rimane, a questo punto, che nominare un successore. Operazione non semplicissima, considerato che il Comune capoluogo è tra quelli a più alto rischio di una commissione d’acceso agli atti, dopo l’operazione Rinascita che ha portato all’arresto di un dirigente e un consigliere comunale e che vede iscritti nel registro degli indagati anche quattro dipendenti comunali nel complesso. Eppure, al pubblico consesso spetterà a breve la designazione del nuovo capo dell’assemblea cittadina. Giuseppe Muratore ha deciso di lasciare e non lo ha fatto in silenzio, bensì evidenziando come il “carteggio” della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro fosse sufficiente per lasciare lo scranno. Un input forse anche ai suoi colleghi d’Aula che, invece, hanno risposto con fermezza e sono pronti a continuare la propria esperienza amministrativa.
Pertanto, da qui a qualche giorno, ed esattamente il prossimo 13 gennaio, sarà eletto il nuovo presidente del Consiglio comunale. Carica che, dopo le elezioni dello scorso mese di giugno, era andata in capo a Forza Italia. E poiché gli equilibri difficilmente verranno modificati nell’alveo della maggioranza, gli azzurri dovranno assumersi l’onere di continuare a guidare l’assise cittadina. E tra i principali indiziati ad essere il successore di Giuseppe Muratore vi sono Rino Putrino e Zelia Fusino, consiglieri comunali in carica e, da quanto si apprende, le persone su cui ricadrebbe la scelta del partito che fa capo al senatore Giuseppe Mangialavori.
La scelta dovrà essere effettuata a breve subito dopo la surroga di Giuseppe Muratore che in Consiglio sarà sostituito da Katia Franzè e di Alfredo Lo Bianco, finito agli arresti domiciliari, che verrà rimpiazzato da Laura Pugliese. Dunque, il consiglio comunale si appresta a diventare più rosa. Infatti, le donne in Aula, dopo questi “aggiustamenti” saranno ben tredici. Più di un terzo del totale. Ma l’aria che tira su palazzo “Luigi Razza”, al di là della redistribuzione delle cariche, rimane pesantissima e il rischio che la consiliatura si possa interrompere, stando agli atti giudiziari, è decisamente elevato.
