Anm a Catanzaro: "Carenze di organico e numero di gip inadeguato"
“La decisione di venire a Catanzaro è stata presa da molti mesi e non è affatto collegata alle vicende che hanno portato qui il Csm o alle operazioni o alle polemiche. Ascoltiamo i colleghi e portiamo nelle sedi istituzionali le loro difficoltà, le criticità di un lavoro complesso, mostrando la nostra vicinanza”. Luca Poniz, presidente nazionale dell’Anm, prima dell’incontro con i colleghi in Corte di appello, si è soffermato con i giornalisti, ponendo l’accento sulle emergenze del distretto di Catanzaro, rilevando il caso Lamezia. “Ho parlato con giovani colleghi, che mi hanno rappresentato la scopertura di organico in Procura, l’inadeguatezza del numero di giudici per le indagini preliminari, la poca capacità del Tribunale di far fronte al carico di lavoro. Questa è un’emergenza che non può essere superata solo con la supplenza di magistrati giovani, anche se ben motivati. Ho avuto un magistrato in tirocinio a Milano, che adesso è qui, i suoi racconti sono sbalorditivi sul numero di ore di lavoro e l’impegno che è richiesto soggettivamente, credo sia ingiusto ed è una cosa che sconcerta ancora di più, alla luce della proposta di riforma del processo penale. Il ministro, infatti, ha ritenuto di aggiungere una previsione di responsabilità dei magistrati per il mancato rispetto dei tempi processuali, una norma che già in astratto è irricevibile, se poi si fanno i conti con la realtà calabrese diventa addirittura insultante”. L’intento di Poniz è quello di invitare il ministro a visitare gli Uffici giudiziari di Catanzaro e della Calabria per verificare le condizioni al limite in cui operano i magistrati. “Il ministro dovrebbe chiedersi se il problema si risolve aggiungendo un pezzo di responsabilità disciplinare a quelle che già ci sono , presentando la responsabilità dei magistrati come una delle cause del malfunzionamento del sistema giustizia”. (g. p.)
