Un omicidio che fa temere il peggio visto che il territorio teatro di questo nuovo delitto è già stato insanguinato nel recente passato da una cruenta faida

di MIMMO FAMULARO

Ancora un agguato nel Vibonese, ancora sangue nelle Preserre. E' stato ucciso a colpi di fucile a Sant'Angelo di Gerocarne Domenico Stambè, 55 anni, autotrasportatore, già noto alle forze dell'ordine per piccoli precedenti di polizia. Un omicidio che fa temere il peggio visto che il territorio teatro di questo nuovo delitto è già stato insanguinato nel recente passato da una cruenta faida e la famiglia della stessa vittima viene inquadrata dagli inquirenti vicina ad ambienti della criminalità organizzata.

Sangue nelle Preserre vibonesi, omicidio a Sant'Angelo di Gerocarne

L'agguato. Stambè è stato ucciso poco prima delle otto di questa mattina vicino alla sua abitazione, in una zona di campagna di sua proprietà in contrada Rombolà. Chi ha sparato lo ha fatto per uccidere perché il 55enne è stato attinto alla testa con almeno due colpi di fucile. Impossibile scampare all'agguato. Strambè è morto subito e all'arrivo dei soccorsi non c'è stato nulla da fare. L'equipe del 118, allertata dai carabinieri alle 8.15, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.

Le indagini. Sul luogo dell'omicidio si sono subito precipitati i carabinieri della Stazione di Soriano e quelli della Compagnia di Serra San Bruno che hanno avviato le indagini con l'ausilio del Nucleo investigativo diretto dal capitano Valerio Palmieri. Le indagini, coordinate dal procuratore facente funzioni di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, si muovono a 360 gradi e, al momento, non si esclude alcuna ipotesi. I carabinieri stanno tentando di accertare se sia stato lo stesso Stambè ad aprire il cancello della sua proprietà all'assassino o se sia stato quest'ultimo a forzarlo per introdursi nel terreno. Nel primo caso, infatti, se ne dedurrebbe che il commerciante conoscesse l'uomo che lo ha ucciso aprendogli il cancello senza essere colto dal minimo sospetto. In corso una serie di perquisizioni da parte dei carabinieri. 

Il profilo della vittima. Domenico Stambè (nella foto) svolgeva l'attività di autotrasportatore, provvedendo personalmente alla consegna dei pneumatici che commercializzava. Era divorziato e aveva tre figli. Uno dei quali fu arrestato qualche anno fa al nord con l'accusa di spaccio di droga, venendo poi assolto. I suoi fratelli, Angelo e Nazzareno, rispettivamente 40 e 47 anni, erano stati fermati qualche anno fa dai carabinieri del Comando provinciale di Asti a bordo di un Fiat Ducato con all'interno armi di vario genere. Un vero e proprio arsenale composto da 20 fucili, 13 pistole e relativo munizionamento. Angelo Stambè, in particolare, non è risultato nuovo a questo genere di attività, in quanto già nel marzo del 2011 si era reso protagonista di un analogo episodio, quando è stato arrestato unitamente ad un altro suo fratello, dai carabinieri di Serra San Bruno poiché trovato in possesso di numerose armi, tutte provento di furti perpetrati nel nord Italia, rinvenute in un appezzamento di terreno in una zona di campagna di Gerocarne. Non distante da dove questa mattina è avvenuto l'agguato che è costato la vita a Domenico Stambè.

https://www.youtube.com/watch?v=o_RtN1xqes0&feature=youtu.be