Il circolo cittadino vibonese del partito di Vendola esprime solidarietà ai giornalisti raggiunti di recente da un messaggio intimidatorio ed entra nel merito dei nodi al pettine dell'esecutivo. 

In premessa la solidarietà doverosa ai giornalisti Pietro Comito e Francesco Mobilio e all'avvocato Marco Talarico, raggiunti nei giorni scorsi da un'intimidazione. Poi un ragionamento articolato sull'attuale contingenza politica. Quindi la riflessione quasi inevitabile sulle dimissioni dell'assessore all'Ambiente Vincenzo De Filippis, "al netto delle motivazioni personali" che lo avrebbero indotto a tirare i remi in barca. Dal circolo cittadino di Sel arriva l'ennesimo monito all'amministrazione comunale rassegnata a considerare ordinaria un'emergenza rifiuti che ormai "sembra far parte del destino ineluttabile di Vibo Valentia, delle sue problematiche politiche, finanziarie e burocratiche, se anche un politico perbene, capace e motivato come De Filippis deve gettare la spugna. Gesto che peraltro merita rispetto, visto che di questi tempi sono ben pochi i politici e i dirigenti che si assumono le loro responsabilità". La questione, tuttavia, non può essere erroneamente liquidata "come una scelta personale dell’assessore dimissionario, individuandolo, magari, come capro espiatorio: se a inizio dicembre i lavoratori hanno incrociato le braccia perché non pagati e ci ritroviamo cumuli di rifiuti per le strade, le responsabilità sono condivise e vanno ricercate all’interno dell’intera giunta “eliocentrica”, con tutti i suoi contrasti sottotraccia, nonché tra le maglie della burocrazia comunale. Oltre a far finta di nulla, all’insegna del “va tutto a gonfie vele”, e a discutere su chi dovrà avvicendare De Filippis - proseguono Pacile e soci -  la maggioranza comunale dovrebbe riflettere su quella che è la situazione generale della città a sei mesi dal suo insediamento. Il punto non è non aver compiuto miracoli in sei mesi, ma di averli promessi, questi miracoli, in campagna elettorale. Inevitabile, pertanto, ribadire, alcuni punti programmatici che in campagna elettorale tutte le forze in campo hanno sbandierato: "avvio della raccolta differenziata, con campagna di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza; analisi dell’acqua in autotutela e strategia di “emancipazione” dalle grinfie della Sorical; adozione e applicazione del Regolamento Gambardella, contro l’inquinamento elettromagnetico sul territorio comunale". Promesse da campagna elettorale rimaste a livello di un proclama strombazzato per trascinare le masse ai seggi.