Pugno di ferro nel Vibonese: raffica di denunce e sequestri nel maxi-blitz dei Carabinieri
Controlli a tappeto tra Vibo, Serra San Bruno, Tropea e il Capoluogo: patenti ritirate per droga e alcol, sequestrate armi e cocaina. Otto persone fermate con coltelli vietati in giro per la città
Una settimana di "assedio" preventivo per garantire sicurezza sulle strade e contrastare la criminalità diffusa. È questo il bilancio dell'operazione coordinata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, che ha visto impegnate le Compagnie di Serra San Bruno, Tropea e del Capoluogo in una serie di interventi mirati su tutto il territorio provinciale.
Nell'area di Serra San Bruno, i militari hanno puntato i riflettori sulla sicurezza stradale e sulla corretta custodia delle armi. A Nardodipace, un uomo è stato trovato in possesso di munizioni in eccedenza rispetto a quelle dichiarate: per lui è scattato il ritiro cautelare di fucili e cartucce, oltre alla revoca del porto d'armi. Sul fronte stradale, numerose le patenti sospese per guida in stato di ebbrezza e diversi i mezzi sequestrati perché circolanti senza assicurazione o già sottoposti a fermo.
Particolarmente intensa l'attività della Compagnia di Tropea. A Zungri, un giovane del '96 è stato denunciato per evasione dopo essere stato sorpreso fuori casa nonostante gli arresti domiciliari. A San Calogero, invece, un trentaquattrenne è finito nei guai per spaccio: in casa nascondeva oltre 8 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento e 855 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita. A Nicotera, i controlli hanno portato al sequestro dell'auto di un uomo che guidava non solo con la patente revocata, ma anche senza revisione e assicurazione.
Il bilancio a Vibo Valentia descrive un quadro allarmante sulla sicurezza stradale: i carabinieri hanno contestato ben otto violazioni per guida in stato di ebbrezza e cinque per guida sotto l’effetto di stupefacenti. Ma il dato più inquietante riguarda l'ordine pubblico: otto persone sono state denunciate perché circolavano armate di coltelli senza alcun giustificato motivo.
