Da appuntamento irrinunciabile a evento sempre più raro.Il cosiddetto ‘viaggio d’istruzione’, quest’anno, vedrà la partecipazione di una minoranza degli alunni di medie e superiori. A tracciare questo quadro desolante che vedrà partire appena il 43% dei ragazzi (percentuale che nei Licei sale al 51%) è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulle gite scolastiche di Skuola.net.


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Secondo i dati alla base della cancellazione delle partenze che, nel 2019, raggiungeranno il loro picco massimo, vi è, nel 50% dei casi (che diventa il 55% al Sud ), una decisione presa dalla scuola. L’esatta metà dei 12 mila studenti presi a campione resterà a casa a causa della politica adottata dal proprio istituto. E tra le motivazioni addotte dalle scuole per mandare a monte il viaggio di fine anno, una su quattro, riguarda l’impossibilità di trovare docenti disposti ad accompagnare gli alunni. Un rifiuto motivato, principalmente, dai crescenti rischi ai quali, come testimoniano le cronache, sono esposti gli alunni durante le gite, fucine di esperienze culturali ma anche di comportamenti non così lodevoli.

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