Porto di Vibo Marina, la Lega punta il dito e attacca
“La società Baker Hughes, proprietaria dello stabilimento Nuovo Pignone presente a Vibo Marina dal 1962, è in procinto di investire 60 milioni di euro per un nuovo insediamento che darà occupazione a circa 200 unità. Polo di questo nuovo investimento sarà il porto di Corigliano-Rossano, dove si svilupperà un vero e proprio traffico marittimo, ottima opportunità per rilanciare l’economia del territorio. Inizialmente considerato l’ampliamento degli impianti vibonesi, e quindi possibilità ulteriori per rilanciare la nostra economia e il nostro porto, è da chiedersi perché la politica vibonese nulla ha fatto finora per migliorare le condizioni in cui opera il polo industriale".
E' quanto afferma in una nota il segretario provinciale della Lega Mino De Pinto, che aggiunge: "Perché gli enti di competenza non hanno provveduto, nei tempi dovuti, all’abbattimento dei manufatti industriali abbandonati e dismessi da tempo immemore? Perché non sono stati effettuati lavori come l’ampliamento della capienza della banchina Bengasi o la ricerca di nuove aree di intervento nel retroporto? Senza tralasciare poi, il problema del consolidamento delle banchine, il dragaggio dei fondali e l’allungamento della diga foranea. Tutto ciò ha fatto sì che si perdesse una considerevole opportunità per il rilancio dello scalo: non dimentichiamoci l’importanza che, in passato, le industrie portuali hanno avuto nel tessuto sociale ed economico della nostra città".
"La Baker Hughes - prosegue De Pinto - ha riportato la speranza di rivedere il nostro porto punto di riferimento in ambito economico e la cattiva politica effettuata finora non ha dato la possibilità di far sì che questo sogno si concretizzasse. Il porto commerciale, turistico e industriale sembra destinato a non prendere forma. Perché, ad esempio, non è stata presa in considerazione la zona dell’ex deposito Basalti e Bitumi? Il sito, ormai dismesso dal 2006, occupa un’area molto vasta e doveva essere smantellato ormai da tempo. La zona, bonificata e convertita, sarebbe logisticamente adatta ad ospitare un’opera industriale anche per la sua vicinanza al mare che, opportunamente studiata e adattata, andrebbe ad azzerare i costi di trasporto su strada dei manufatti per essere magari imbarcati".
"Non dobbiamo inventarci nulla - prosegue il responsabile dei leghisti vibonesi - bisogna solo avere la volontà di realizzare quei progetti di riconversione delle aree degradate e creare opportunità e sviluppo. Da parte mia e della forza politica che rappresento, oltre a lavorare da più di 25 anni in ambito portuale, ci sarà il massimo impegno per far sì che questi progetti vedano la luce e che il porto di Vibo Marina sia punto di riferimento per il turismo, le aziende e gli investimenti. Non dimentichiamoci l’importanza anche del comparto pesca, che merita di essere valorizzato viste le belle realtà del territorio. La riqualificazione del porto andrà a beneficio anche delle loro attività”, conclude.
