di TONINO FORTUNA

Il centrodestra calabrese, ammesso che ancora questa categoria possa essere valida, vive in una fase di quiete solo apparente. Ci si muove, infatti, da mesi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Primo fra tutti, in ordine di importanza, le elezioni regionali del prossimo anno. Una prospettiva allettante, considerato che, non solo i sondaggi sugli indici di gradimento, ma anche la logica della discontinuità da sempre prediletta dai calabresi, fanno pensare ad un potenziale cambio di rotta. Per il governatore uscente Mario Oliverio Oliverio non sarà semplice farsi carico di tutte le beghe interne ad un Partito democratico giunto ormai ai minimi storici. Ecco perchè, dall'altra parte della barricata, le riunioni "informali" si susseguono a ritmo continuo nella speranza di arrivare ad una sintesi.

La leadership. I fari restano accesi anzitutto su Forza Italia. Due correnti sono pronte a sfidarsi a duello per la leadership di un partito che, al di là di qualche buona affermazione personale, ha mostrato tutte le proprie difficoltà organizzative alle ultime elezioni politiche. Da una parte ci sono i fratelli Gentile, riconquistati da Silvio Berlusconi in campagna elettorale quando il leader azzurro guardava soprattutto all'obiettivo del 40% capace di dare stabilità e sicurezza al centrodestra. Dall'altra c'è la coordinatrice Jole Santelli e, soprattutto, ci sono al suo fianco i fratelli Mario e Roberto Occhiuto. Con lo sguardo rivolto alle prossime elezioni regionali questi due fronti hanno già iniziato a lanciarsi "messaggi" al momento abbastanza in codice. Ma è chiaro che da qui al prossimo autunno tante cose saranno più chiare.

Dubbi e interrogativi. La nomina di Antonio Tajani a vicepresidente di Forza Italia, molto probabilmente favorirà un rinnovamento. Da tempo si parla di azzeramento delle cariche un po' ovunque, iniziando dal centro-sud. Nel mirino di Arcore vi sarebbero in primis Calabria e Sicilia. Di una tale eventualità è consapevole la "corrente" che fa riferimento ai fratelli Antonio e Pino Gentile, decisa a puntare su Piero Aiello alle prossime elezioni regionali. Ma questa area viene al momento poco ascoltata dentro il partito,  sempre più deciso a scommettere su Mario Occhiuto.

La riunione. Nei giorni scorsi Gentile ed Aiello hanno riunito alcuni maggiorenti azzurri, tra cui gli avversari storici dell'asse Occhiuto-Santelli. Da Pacienza a Chiappetta, da Grillo a Magno fino a Nino Foti, tutti si sono ritrovati intorno allo stesso tavolo. E sono venute fuori varie proposte: la prima sarebbe quella di cercare una sintesi dentro FI, magari partendo dalla consapevolezza del fallimento alle ultime elezioni politiche che hanno visto questa ala del partito "versare il sangue", con Andrea Gentile e Piero Aiello, mentre altri si sarebbero garantiti, utilizzando pure i loro consensi, postazioni comode in parlamento.

Le alternative. Se i vertici della compagine che fa riferimento a Silvio Berlusconi continuassero a fare orecchio da mercante, strozzando il dibattito interno, le soluzioni potrebbero essere diverse. Qualcuno dei gentiliani più oltranzisti, proveniente da destra, sarebbe pronto a cercare sponde sia in Fratelli d'Italia che, addirittura, nella Lega, al momento in una posizione di forza, almeno a livello romano, sebbene neppure in Calabria Salvini abbia poi sfigurato per chiedere da lì la candidatura di Aiello. Ma si tratterebbe di una extrema ratio. La maggior parte dei gentiliani confida, infatti, in un pacifico new deal, dentro Forza Italia, per ricostruire sulle macerie, magari senza più Jole Santelli alla guida del partito.