Alla fine le posizioni sono risultate inconciliabili: i dipendenti del Comune di Vibo sono ufficialmente in "stato di agitazione". A proclamarlo i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, di comune accordo con la rappresentanza sindacale unitaria.

In un documento, le motivazioni alla base della decisione: "Innanzitutto, alla data odierna non sono state liquidate le indennità relative all’istituto della produttività per la CCDI anno 2018 e tutti gli istituti previsti con la CCDI anni 2019/2020". Si ritiene, inoltre, "incomprensibile l’immobilismo sull’obbligatorio adempimento del pagamento delle spettanze da parte del datore di lavoro che, così facendo, mette in seria difficoltà gli stessi lavoratori e le proprie famiglie, anche a fronte dei diversi incontri intercorsi con il segretario generale e con l’assessore al Personale e, nonostante, le rassicurazioni ricevute sulla risoluzione della problematica". In più, "fino ad oggi, i dipendenti, in numero inferiore a quanto previsto in dotazione organica e con un conseguente maggior carico di lavoro, hanno comunque assicurato tutti gli adempimenti previsti dalla norma (per rispetto sia delle Istituzioni che della collettività) dimostrando un alto senso di attaccamento e di dedizione anche in mancanza di completa retribuzione del salario fondamentale, per come codificato dalle norme contrattuali e previsto dalla Costituzione italiana. A  nulla è valso spiegare che il salario fondamentale non è un optional ma un diritto del lavoratore che presta la propria opera a favore del datore di lavoro e lo stesso datore (nel nostro caso l’amministrazione comunale), non può, per nessuna ragione, ritardare il legittimo accreditamento stipendiale ai lavoratori".

E ancora: "Allo stato non sono state avviate le trattative per la CCDI 2021; non vi è alcun coinvolgimento nella programmazione del fabbisogno triennale del personale e nell'organizzazione del lavoro; in data 20/05/2021, con nota acquisita a protocollo comunale n. 24172 del 21/05, è stata fatta richiesta di incontro al sindaco Maria Limardo per pianificare la tematica senza ricevere alcun riscontro in merito".

Da qui, a conclusione dell'assemblea dei dipendenti, il personale "aderisce al proclama dello stato di agitazione" e chiede al prefetto di Vibo Valentia "un’urgente convocazione delle parti per esperire la procedura di raffreddamento dei conflitti al fine di pervenire alla definizione delle misure necessarie a rimuovere l’attuale pesante situazione che sta creando disagi e mortificazione ai lavoratori ed alle rispettive famiglie".