Blitz antidroga a Roma, ecco chi sono i due calabresi finiti in carcere
Si tratta del melicucchese Francesco Filippone, figlio di Rocco Santo imputato in "ndrangheta stragista", e il palmese Alessandro Mazzullo
Sono Francesco Filippone e Alessandro Mazzullo i due calabresi arrestati ieri nell’inchiesta coordinata dalla Procura Capitolina che ha stroncato un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. Per entrambi, però, il gip ha escluso il vincolo associativo. Camorra, mala romana e ‘ndrangheta in affari per importare ingenti quantitativi di droga a Roma e nell’hinterland della capitale. Al centro dell’inchiesta ci sono i fratelli napoletani, da anni trapiantati a Roma, Salvatore e Genni Esposito, in affari con una serie di personaggi attivi nel traffico e nello spaccio di droga nella capitale. Tra questi figurano anche i due calabresi – Filippone di Melicucco e Mazzullo di Palmi – coinvolti in una serie di inchieste e già in carcere perché finiti in altre indagini. I due avrebbero fatto parte del gruppo del narcotrafficante Vincenzo Polito, che riforniva di droga i fratelli Esposito.
Già in carcere Filippone è alla terza ordinanza di custodia cautelare nel giro di pochi anni, dopo quella di Cagliari e due emesse dal Tribunale di Roma. Filippone è ritenuto affiliato all’omonima cosca di Melicucco, della quale è figura di primo piano suo padre Rocco Santo Filippone, attualmente imputato nel famoso processo nato dall’inchiesta “’Ndrangheta stragista”. Francesco Filippone era finito in carcere al termine di una indagine coordinata dalla Dda di Cagliari conclusa nel 2017 e nella quale era riportata la dettagliata descrizione delle attività di compravendita di sostanze stupefacenti poste in essere dal calabrese insieme a Polito sull’isola.
Spari, traffici e favoreggiamento Mazzullo è una vecchia conoscenza delle Procure: è considerato affiliato al clan Gallico di Palmi e si trovava in carcere per droga. Prima era stato arrestato per il favoreggiamento alla latitanza di due pezzi grossi della cosca Bellocco arrestati a Roma nel 2011: Umberto Bellocco, figlio del boss ergastolano Giuseppe, e Domenico “Micu u longu”. Nel 2008, secondo la procura di Palmi, faceva parte del gruppo di fuoco che avrebbe commesso un’intimidazione contro un esercizio commerciale di Palmi. Un’azione nella quale rimase ucciso il giovane Giuseppe Galimi, amico di Mazzullo. Infine, era stato arrestato dal personale del Cento operativo della Dia di Roma nel 2013 insieme agli zii Carmine Saccà e Francesco Frisina, tutti e tre erano accusati di trasferimento fraudolento di beni, aggravato dal metodo mafioso.
