Vibo, "settimana dello studente" al Liceo Capialbi: "Piena di contenuti validi, studenti protagonisti"
Il merito, va chiarito sin dall'inizio, non è della scuola in sè. L'organizzazione, la realizzazione e la gestione dei problemi della "settimana dello studente" - che si è tenuta dal 18 al 22 gennaio - è stata infatti completamente in mano agli studenti del Liceo Capialbi di Vibo Valentia: sono loro gli artefici e i protagonisti di quella che è un'attività che si ripete con costanza, nell'istituto vibonese, ormai da 6 anni. "Si sono dati da fare in una situazione difficilissima - ha commentato il dirigente scolastico Antonello Scalamandrè - perchè organizzare tutto a distanza non è facile, è un anno che parliamo a uno schermo. Non era scontato riuscisse per il sesto anno consecutivo, invece è stata un'iniziativa piena di contenuti validi che ha registrato il plauso di tutta la comunità scolastica".
L'agenda 2030 e i tanti ospiti presenti.
Sono stati 5 giorni in cui si sono svolti laboratori e dibattiti con vari ospiti - dal procuratore Marisa Manzini al comandante provinciale dei carabinieri Bruno Capece, passando per criminologi, giornalisti, medici, l'associazione Libera e tanti altri - seguendo alcune tematiche dell'agenda 2030 dell'Onu, che pone gli obiettivi di sviluppo sostenibile che devono essere perseguiti dalle Nazioni. "Abbiamo scelto l'agenda 2030 - hanno spiegato ai nostri microfoni alcuni degli studenti organizzatori - perché rispecchia quegli argomenti che, ormai, sono il nostro pane quotidiano. Come giustizia e legalità, la parità di genere, l'impatto del Covid e così via". Con l'obiettivo non solo di trattare questi temi ma, anche, di riuscire a sensibilizzare: "Non c'erano solo laboratori ma anche dibattiti, dove erano veramente protagonisti gli studenti. Non c'era nessun ospite: si prendeva una tematica e veniva affrontata sotto tutti i punti di vista. Prendiamo ad esempio la parità di genere: la gran parte degli alunni era favorevole, ma abbiamo trovato anche chi sosteneva possibili argomentazioni contrarie. Alla fine abbiamo confutato quelle argomentazioni riuscendo, tramite il dibattito, a sensibilizzare".
Una "sfida nella sfida".
Per queste giornate "autogestite", che sono ormai tradizione in diverse scuole del Nord Italia, si è sfruttato il periodo alla fine del trimestre, dopo l'uscita delle pagelle. Si tratta infatti di una settimana di "pausa didattica" in cui non si va avanti con il programma e non ci sono attività scolastiche rilevanti, così da permettere a chi deve recuperare qualche debito formativo di potersi mettere in pari. Un'iniziativa che i ragazzi del Capialbi portano avanti ormai da sei anni, ma il Covid ha reso la vita più difficile anche in questo campo. "Il livello di difficoltà è aumentato - ci spiegano infatti gli studenti - è stata una sfida nella sfida. Già in presenza è molto impegnativo, ma senza potersi spostare è stato più difficile anche, ad esempio, trovare ospiti". Quando però c'è stato qualche ostacolo, rivendicano con orgoglio, "non ci siamo dati per vinti".
Create 66 classi virtuali al giorno.
La difficoltà principale, raccontano, è stata dover utilizzare la piattaforma Google meet per tutti gli incontri, con un limite massimo di 95 persone dentro ogni stanza virtuale. "Questa è stata un'altra cosa che non ha giocato a nostro favore - continuano gli studenti - abbiamo dovuto creare ben 66 classi di Google meet al giorno". Una grande iniziativa con decine di attività per far si che "tutti i 1400 studenti circa avessero sempre un laboratorio o un dibattito nelle classi virtuali". Inoltre è stato il primo anno in cui non si è scelto un tema comune a tutte le giornate ma "sono stati 5 giorni con 5 tematiche diverse", con tutte le difficoltà del caso ma anche la possibilità di "poter spaziare di più".
"Siamo soddisfatti".
Quindi, alla fine, com'è andata? "Tutto sommato bene, siamo soddisfatti soprattutto perchè siamo riusciti a organizzarla in questa situazione (di emergenza sanitaria, ndr). E siamo felici di aver avuto un riscontro positivo sia da parte dei ragazzi che dai professori". A partecipare all'organizzazione sono stati gli studenti più grandi - di terza, quarta e quinta - tra coloro che volessero dare una mano, fossero di Vibo città - così da evitare problemi di spostamenti in virtù della "zona arancione" - e non dovessero seguire alcun corso di recupero. Hanno fatto parte dello "staff": Lorenzo Russo e Giuseppe schimmenti (rappresentanti della Consulta studentesca); Alessio Galati, Lorenza Ciampae e Roberta Didiano (rappresentanti d'Istituto); Matteo Esposito, Francesca Luciano, Daniel Galioto, Davide Crispo, Francesco Antonio Grande, Rado Paluci, Paolo Basile, Martina Barba, Anna La Gamba, Michela Matera, Salvatore Carnovale, Paola Cosentino e Siria Capano (in qualità di "studenti attivi").
