Caos Cinquestelle, Di Maio in bilico. Grillo insiste: alleati con il Partito democratico
Il giorno dopo un voto su Rousseau che si è abbattuto, con tutta la sua forza, sulla leadership del M5s compromettendone la tenuta, parte il processo politico a Luigi Di Maio. Quel leader e ministro degli Esteri che voleva fortemente la "pausa elettorale", evitando di correre in Emilia-Romagna e Calabria, è stato messo all’angolo dagli iscritti.
Il risultato ha armato la mano dei nemici interni e fotografato alla perfezione lo stato confusionale in cui versano i grillini. Nel Movimento, ormai, si chiede una revisione dell’organizzazione. Partendo dal ruolo del capo politico. Il quale "ha fallito", sentenzia Roberta Lombardi. La consigliera regionale del Lazio, uno dei più grandi sponsor del governo col Pd, indica nella "intelligenza collettiva" l’unica exit strategy dall’impasse, col presidente della Camera, Roberto Fico, che rincara la dose invocando una "riflessione a 360 gradi sul M5s".
Lunedì il ministro degli Esteri sarà in Calabria, la mattina, e in Emilia-Romagna nel pomeriggio. E proprio in Calabria, dove ieri il M5s ha scelto come candidato Francesco Aiello (che già nel 2015 stava per entrare nella giunta del governatore uscente, il dem Mario Oliverio), il rischio concreto è di andare ben sotto il 10%.
