Eleonora Morelli, la prima laureata e giornalista vibonese: una storia dimenticata che torna alla luce
È il 1921 quando una giovane donna calabrese, Eleonora Morelli, scrive la storia della sua città: è la prima vibonese a laurearsi, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, in un’epoca in cui l’accesso agli studi universitari per le donne era ancora una conquista rara e straordinaria. Ma la sua traiettoria non si ferma lì: nel 1930 diventa corrispondente per Il Giornale d’Italia, firmando articoli che le conferiscono il titolo di prima giornalista vibonese.
Poetessa di sensibilità fine e docente di lettere appassionata, Eleonora sceglie di tornare nella sua Vibo Valentia, rifiutando opportunità altrove, per dedicare la sua vita all’insegnamento e all’impegno culturale e civile. Una figura luminosa e fuori dal tempo, capace di tracciare un solco profondo nella storia intellettuale della Calabria.
A riportarla oggi alla luce è il volume “Eleonora. Una donna tra due secoli”, edito da Libritalia, frutto della ricerca di Mariangela Preta e Luciano Prestia, che – grazie alla generosa disponibilità della professoressa Anita Preta, dei Principi di Santa Margherita – hanno potuto accedere a documenti originali, carteggi, poesie e articoli giornalistici, custoditi nella biblioteca del marito di Anita, il compianto prof. Luigi Palermo di Santa Margherita.
"Eleonora. Una donna tra due secoli”, edito da Libritalia, è oggi una testimonianza preziosa di una storia dimenticata, che torna a ispirare le nuove generazioni. La presentazione del volume sarà ospitata in diverse sedi istituzionali, scolastiche e culturali, per promuovere non solo la memoria di Eleonora Morelli, ma anche una riflessione più ampia sul ruolo delle donne nella storia e nella cultura del Sud. Eleonora vive oggi tra le pagine di questo libro, ma soprattutto nel cuore di una città che finalmente la riconosce.
Intervista ai protagonisti della riscoperta
Mariangela Preta, archeologa e curatrice culturale: "Scoprire Eleonora Morelli è stato un viaggio nell’anima di una donna che ha saputo vivere tra due secoli con coraggio e dignità. La sua scrittura, il suo pensiero e le sue scelte parlano ancora oggi. Il nostro libro vuole restituirle il posto che merita nella storia culturale del Mezzogiorno".
Luciano Prestia, studioso e autore, ha aggiunto: "Abbiamo sentito il dovere morale e civile di raccontare la sua vita, fatta di passione, studio e libertà. Il nostro lavoro vuole essere un primo passo verso una narrazione più completa e giusta del ruolo delle donne nella storia culturale calabrese".
La professoressa Anita Preta, discendente dei Principi di Santa Margherita, ha proseguito: "Eleonora era una zia speciale per noi tanto che la mia secondo genita porta il suo nome. Nei cassetti e tra gli scaffali della nostra biblioteca, abbiamo trovato tratti di una vita che parlano di forza, lucidità e intelligenza. Mettere questi documenti a disposizione è stato un atto di memoria e di gratitudine".
