Impianti pubblicitari a Vibo, l'inchiesta si allarga: blitz della Finanza anche in Provincia
Non solo il Comune ma anche la Provincia di Vibo Valentia. Blitz della Guardia di finanza anche negli uffici provinciali. Più volte negli ultimi giorni le Fiamme gialle hanno bussato alle porte di palazzo Bitonto con l'obiettivo di acquisire una serie di atti in gran parte relativi agli impianti pubblicitari. Da quanto si apprende anche in questo caso i finanzieri hanno operato su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri nell'ambito di un filone ben preciso che promette quindi sviluppi alquanto clamorosi.
Pubblicità "abusiva". Come è noto al Comune di Vibo Valentia gli uomini guidati dal colonnello Roberto Prosperi hanno acquisito tutta la documentazione inerente le autorizzazioni e i dinieghi rilasciati dal Comune, gli eventuali ricorsi (anche in autotutela) presentati dalle società del settore, i pagamenti dei relativi tributi e l'iter sanzionatorio nei confronti delle aziende proprietarie di eventuali impianti abusivi. Più o meno le stesse carte sono state richieste ai funzionari della Provincia con particolare attenzione quindi agli impianti pubblicitari installati sulle varie strade provinciali.
Il piano di rateizzazione. L'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia negli ultimi mesi aveva fatto una ricognizione del settore conteggiando quasi 200 impianti pubblicitari ritenuti abusivi ed eseguendo decine e decine di avvisi di accertamento. Da quanto emerso, una delle aziende in questione avrebbe dovuto versare nelle casse dell'Ente una cifra pari a 364.715 mila euro. Un importo ridotto a 203.495 mila euro in caso di pagamento entro sessanta giorni, peraltro rateizzabile in 36 rate mensili da 5.555 euro. Tra i tanti documenti acquisiti dalla Guardia di finanza nel corso delle sue "visite" quasi giornaliere alla Provincia di Vibo ci sarebbe anche questo.
