Cocaina e hashish dalla Calabria alla Sardegna, assolti due fratelli vibonesi in Appello
Il fatto non sussiste. Con questa formula la prima sezione penale della Corte d'Appello di Cagliari ha assolto i fratelli Vincenzo e Bruno Marasco di Rombiolo (il primo difeso dall'avvocato Giuseppe Di Renzo, il secondo dagli avvocati Tonino Geracitano e Vincenzo Brosio). I due erano stati arrestati nel marzo del 2011 nell'ambito di un'operazione condotta dai Carabinieri di Carbonia che hanno smantellato una presunta organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che si sarebbe ramificata in tre regioni. Secondo l'accusa il centro di smistamento si trovava in Calabria da dove partita la droga che doveva essere spacciata sulla Costa Smeralda, cuore turistico della Sardegna, ma anche in altre località dell'isola: nel Sulcis e nell'Iglesiente. In primo grado Vincenzo e Bruno Marasco erano stati condannati rispettivamente a 14 anni e 8 mesi di reclusione e a 10 anni.
L'ipotesi accusatoria. Per gli inquirenti cocaina e hashish sarebbero state trafficate in un primo tempo proprio dai due vibonesi. Vincenzo Marasco era ritenuto dai carabinieri la vera "anima" della presunta organizzazione. La svolta alle indagini è arrivata nell'ottobre del 2008 quando Marasco venne arrestato con un carico di hashish mentre rientrava dalla Sardegna. Un carico di 31 chili di droga che - secondo gli investigatori - avrebbe avuto problemi a piazzare perché ritenuta di non buona qualità. In Appello però le accuse di associazione legate al narcotraffico non hanno trovato riscontro e i giudici hanno dunque parzialmente accolto le argomentazioni della difesa riformando la sentenza di primo grado e assolvendo, in particolare, i due fratelli vibonesi. (mi.fa.)
