L’ incontro- dibattito sull'intelligenza artificiale e le applicazioni in campo scientifico, si è tenuto sabato scorso presso l’aula magna dell’Istituto istruzione superiore, Istituto tecnico industriale e Istituto per geometri di Vibo Valentia. Organizzato dall’IIS ITG e ITI nella persona della dirigente scolastica Maria Gramendola e dell’ associazione vibonese Kiwanis per discutere sul “potere degli algoritmi” e i suoi ambiti di utilizzo, con particolare attenzione a quelli di ambito medico .

A relazionare sull’ interessante argomento sono intervenuti stamane presso l’Aula Magna dell’ istituto vibonese la professoressa Teresa Pugliese, presidente Kiwanis di Vibo Valentia, il professore Onorato Passarelli, docente dell’istituto, nonché membro dell’equipe formativa della Calabria, il dottor Francesco Sicari, medico audiologo, coordinati dal dottore Bruno Risoleo, neuropsichiatra infantile. Ha introdotto i lavori la prof.ssa Anna Mandarano in sostituzione della dirigente scolastica Maria Gramendola impossibilitata a partecipare.

“Il potere della tecnologia ed il potere dell’algoritmo. Il potere: termine che può avere accezione positiva e negativa allo stesso tempo ed in relazione ai contesti legato all’idea di tecnologia ed algoritmo. Potere che spaventa e consola allo stesso tempo: spaventa perché ci sentiamo in pericolo, consola perché le implicazioni medico-scientifiche ci fanno sperare...” Queste le parole con le quali la professoressa Mandarano ha dato inizio ai lavori del dibattito, un concetto, quello di potere, che spaventa l’uomo e un concetto quello di intelligenza artificiale che fa paura, riguardo alla sua messa in atto di processi decisionali senza trasparenza, a suoi possibili sviluppi malevoli, al suo rivoltarsi contro l’essere umano, non abbandonano né la sfera inconscia, né il pensiero razionale dei non addetti ai lavori, da quì l’IIS ITG e ITI e l’Associazione Kiwanis hanno visto la necessità di dare vita ad un confronto, al fine di generare conoscenza e consapevolezza per affrontare quello che verrà.

La speranza che ha illustrato il dottor Domenico Sicari, già dirigente medico del settore audiologico dell’ onde meccano-elastiche dell’ Ospedale Civile Jazzolino di Vibo Valentia. Negli ultimi anni si è assistito ad un cambio di paradigma nel campo dell’Audiologia, infatti, anziché studiare le caratteristiche fisiche e matematiche dei suoni e la loro interazione col sistema uditivo umano, si espongono i suoni a strutture artificiali computerizzate (reti neurali) che imparano a manipolarli attraverso un’attività di addestramento (Machine Learning) “quasi umana”.

Grazie all’AI, ha proseguito il dottor Sicari, sistemi computerizzati gestiti da algoritmi “intelligenti”, imparano a riconoscere in maniera logica formale e non concettuale come quella tutta umana, il suono e soprattutto a distinguere quali sono i suoni utili all'obiettivo medico che è ambito di interesse del problema audiologico in esame. Il dibattito è proseguito con una panoramica sulle Information Technology che sono alla base delle procedure e degli algoritmi di informatica con l intervento del prof. Onorato Passarelli.

Il docente ha proposto un rapido excursus dell’AI che è oggi in mezzo a noi ma affonda le proprie radici nella storia della matematica e della neurologia. Il concetto di intelligenza artificiale, come ha spiegato il professore Passarelli, non è legato al XXI secolo, infatti già nel 1950 il matematico britannico Alan Turing ideò un test per determinare se una macchina fosse in grado di esibire un comportamento intelligente. Ma all’ epoca la tecnologia non era ancora adeguata a sostenere l’ apprendimento delle macchine, cosa che oggi è possibile grazie all’ elevata quantità di dati in formato digitale da fornire alle piattaforme computerizzate per l'allenamento e all’adeguata capacità di calcolo raggiunta.

“Siamo dunque avviati verso quel punto critico oltre il quale lo sviluppo tecnologico accelera oltre la stessa capacità di comprensione e di previsione degli esseri umani? Non è uno scenario per gli amanti dei film di fantascienza. È realtà. Si realizza ogni giorno, senza una nostra piena consapevolezza. Accettiamo quindi con benevolenza l’affiancamento della macchina alla nostra quotidianità. In questa dimensione di dipendenza tecnologica la sfida per la protezione della privacy e dei dati, se presa sul serio, diventa davvero essenziale, unico e ultimo baluardo a tutela dell’identità, della persona, dell’umanità/ natura umana”. Ha concluso così il prof. Passarelli lasciandoci con un’altra importante considerazione sull’ AI, sicuramente più consapevoli dei benefici per l’uomo di queste macchine “quasi umane”.