Un terremoto giudiziario scuote i corridoi dell'azienda ospedaliera "Pugliese". La Procura ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a carico di 18 persone e due società, accusate di aver messo in piedi un lucroso giro di visite mediche pagate in contanti e mai dichiarate al fisco. Al centro dell'inchiesta, un presunto sodalizio criminale che coinvolge dirigenti medici di vari reparti (Ginecologia, Neurochirurgia, Oculistica, Cardiologia e Gastroenterologia), infermieri e personale amministrativo.

Il quadro delineato dagli inquirenti è pesantissimo. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dall'associazione per delinquere alla truffa aggravata ai danni dello Stato, passando per il peculato, il riciclaggio, l'accesso abusivo a sistemi informatici e la falsa attestazione della presenza in servizio. Sotto la lente della Procura sono finite anche due società legate alle cliniche private "Day Surgery Tomaino" ed "Emmegi Hospital".

Secondo l'ipotesi accusatoria, i medici coinvolti avrebbero sistematicamente svolto attività professionale in strutture private violando le norme del settore. I pazienti pagavano le prestazioni rigorosamente in contanti; di queste somme, solo una minima parte veniva versata nelle casse dell'azienda ospedaliera per mantenere una parvenza di legalità.

Il cuore del sistema risiedeva però nell'ufficio ALPI (Attività Libero Professionale Intramuraria): tre dipendenti avrebbero manipolato il sistema informatico dell'ospedale inserendo prenotazioni fittizie con date retroattive per giustificare le poche visite regolarizzate. Questo meccanismo non solo avrebbe sottratto ingenti risorse pubbliche, ma avrebbe anche causato il rallentamento delle liste d'attesa per i cittadini onesti, costretti ad aspettare mesi mentre il sistema privato "parallelo" prosperava.

Tra i vari episodi contestati, emerge la posizione di un oculista che avrebbe eseguito interventi di cataratta in modo del tutto abusivo, dividendosi tra una clinica privata e il proprio studio professionale, eludendo totalmente i controlli pubblici.

L'atto della Procura coinvolge figure di spicco della sanità locale: Si tratta di Antonio Attisani, 56 anni, residente a Filadelfia (VV); Antonio Bilia, 69 anni, residente a Catanzaro; Caterina Floriana Candido, 43 anni, residente a Satriano (CZ); Mafalda Candigliota, 52 anni, residente a Catanzaro (CZ);Pasquale Critelli, 58 anni, residente a Tiriolo (CZ); Margherita Di Bari, 68 anni, residente a Catanzaro (CZ);Maurizio Gigliotti, 63 anni, residente a Rende (CS);Roberto Iuliano, 69 anni, residente a Catanzaro (CZ); Mariateresa Debora Lanatà, 45 anni, residente a Formigine (MO); Giampiero Maglia, 59 anni, residente a Pizzo (VV); Luigi Mancuso, 66 anni, residente a Montauro (CZ); Giuseppe Mauro, 70 anni, residente a Catanzaro; Giuseppe Perri, 71 anni, residente a Catanzaro (CZ);Annarita Procopio, 52 anni, residente a Davoli (CZ); Marco Scicchitano, 59 anni, residente a Catanzaro (CZ); Riccardo Sperlì, 57 anni, residente a Catanzaro (CZ);
Giuseppe Tomaino, 41 anni, residente a Satriano (CZ); Rossella Viscomi, 65 anni, residente a Catanzaro (CZ); Clinica Day Surgery Tomaino S.r.l.s., con sede legale a Soverato (CZ) ed Emmegi Hospital S.r.l., con sede legale a Cosenza.