"Lungi dal voler fare sterili polemiche con l’attuale Amministrazione comunale di Vibo Valentia, ritengo comunque doveroso ed opportuno fare alcune puntualizzazioni". Così in una nota l'ex sindaco di Vibo Elio Costa, rispondendo alle accuse che gli sono state rivolte a seguito della presa di posizione contro le scelte della Giunta Limardo in merito alla questione rifiuti, ponendo inoltre tre domande all'attuale primo cittadino: "Perché la città è così sporca ed il Parco delle Rimembranze è completamente abbandonato? Perché in oltre un anno di mandato non sono state realizzate le isole ecologiche per le quali la Amministrazione Costa aveva ottenuto i fondi? Come ritiene la sindaca Limardo, che ha fatto, a parole, del decoro urbano il proprio cavallo di battaglia, di risolvere gli evidenti problemi della città riguardanti la raccolta/smaltimento dei rifiuti, la cura/manutenzione del centro storico e delle frazioni ,anche esse in forte degrado?".

Parlare di scarsa memoria è solo una scusa. "Innanzi tutto - esordisce l'ex primo cittadino - il ripetuto riferimento alla mia scarsa memoria ed alla mia tendenza a dimenticare sembra palesemente riconducibile alla tentazione di trovare un alibi per giustificare la infondatezza della ricostruzione della vicenda Ato da lei proposta. Come indicato dalla stessa sindaca Limardo, oggi l’Ato di Vibo Valentia ha di che discutere in relazione all’ubicazione di un eco-distretto poichè nel 2016 l'amministrazione Costa ha presentato osservazioni alla Regione Calabria la quale, a seguito di ciò, ha stanziato la somma di 45 milioni di euro a disposizione del predetto Ato".

Lavori dell'Ato rallentati dopo esposto in Procura. "Successivamente a detto stanziamento - prosegue Costa -  l’attività dell’Ato è stata articolata ed apparentemente lunga sia perché la decisione di alcuni comuni di aderire all'Ato è stata molto travagliata, sia perché si è cercato in modo meticoloso di progettare al meglio, senza cedere a campanilismi, personalismi e/o spicce voglie di apparire, la realizzazione ed ubicazione di una struttura importantissima per il futuro dei residenti nella Provincia di Vibo. Inoltre, a seguito di un esposto inviato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Vibo Valentia - riguardante la documentazione del Comune di S.Onofrio relativa al sito indicato per la ubicazione dell'eco distretto - i lavori dell’Ato sono stati rallentati dalla mancanza, alle riunioni che venivano convocate, del necessario numero legale".

Perchè questo accanimento per l'eco-distretto? "Dimentica, però, l'attuale sindaca che nell'assemblea dell'Ato del 12 ottobre 2017 il voto dei sindaci in favore del comune di S.Onofrio è stato sottoposto alla duplice condizione della positiva verifica del sito da parte dei tecnici regionali e dell'esito altrettanto positivo degli accertamenti giudiziari. Ma la sindaca finge anche di dimenticare che in virtù dei dubbi esternati da alcuni Comuni sull'area interessata, il dipartimento ambiente e territorio della Regione Calabria interessava (Con nota 26 febbraio 2018) l'organo tecnico regionale in materia di valutazione impatto ambientale per il rilascio del parere sulla idoneità dell"area per l' utilizzo previsto, previo sopralluogo. Dopo varie sollecitazioni del Presidente dell'Ato 4, l'accesso veniva eseguito il 12 aprile 2019 e veniva redatta una relazione, come ben sa la sindaca, che andava ben aldilà del sito scelto dall'Ato in data 12 ottobre 2017, prendendo in considerazione ben tre siti, due dei quali mai deliberati dell'assemblea. Paradossalmente escludeva la validità delle aree coincidenti con quella deliberata dall'ato il 12 ottobre 2017 e riconosceva la possibile idoneità del sito 1, mai deliberato dall'Ato, per la realizzazione del centro. La sindaca, quindi, è perfettamente a conoscenza che se il centro venisse realizzato a S.Onofrio l'ubicazione sarebbe, comunque, diversa da quella deliberata dall'assemblea. Ed allora perché questa insistenza se non proprio questo accanimento? Forse non sarà facile trovare la giusta risposta e certamente non prima dell'inizio dei lavori, se mai ciò dovesse accadere".

Tre domande al sindaco Limardo. "In ogni caso sarebbe opportuno che l’attuale presidente dell’ATO desse informazioni sull'esito dell'esposto in Procura" sottolinea l'ex sindaco, che aggiunge: "Detto ciò, solo per amore di verità e per evitare che qualcuno cerchi di sviare l’attenzione sull’attuale degradata situazione che vive la città di Vibo, sento l’obbligo, in qualità di cittadino contribuente, di porre i seguenti questi: perché con l’Attuale amministrazione comunale la città è così sporca ed il Parco delle Rimembranze è completamente abbandonato? Perché in oltre un anno di mandato la sindaca Limardo non è riuscita a realizzare e mettere in funzione le isole ecologiche per le quali la Amministrazione Costa aveva ottenuto i fondi? come ritiene la sindaca Limardo, che ha fatto, a parole, del decoro urbano il proprio cavallo di battaglia, di risolvere gli evidenti problemi della città riguardanti la raccolta/smaltimento dei rifiuti, la cura/manutenzione del centro storico e delle frazioni ,anche esse in forte degrado?"

Fede, santi e blasfemia. "In ultimo, rispondendo al riferimento fatto dalla sindaca alla blasfemia, ritengo che la religione e la Fede in Dio siano sentimenti molto seri, ma allo stesso tempo personali ed intimi". "Quindi - conclude l'ex sindaco Costa - considero oltraggioso ed irriverente accomunare, in maniera teatrale e populistica, la fede ed i Santi ad azioni amministrative e/o politiche, anche chiedendo grazie, volta per volta ai Santi o alla Madonna. Capisco, comunque, che quest’ultima considerazione appartiene alla mia sensibilità ed al mio modo di essere e quindi non posso pretendere che sia condivisa da chi ha sensibilità e modi differenti".