Coronavirus, ecco la fase 2: sport, parchi e locali. Così ripartirà l'Italia
Ad aprire la strada è stato, non più di una settimana fa, il governatore del Veneto, Luca Zaia. Come? Presentando il suo personale ‘lockdown soft’, in precario equilibrio tra ciò che non era consentito e che lo è diventato. Zaia non solo ha abolito i 200 metri di distanza massima dalla propria abitazione per la tanto contestata corsetta, ma ha anche deciso di consentire le grigliate del 25 aprile e del 1 maggio nelle proprietà private e con i familiari.
Un’eccezione, in un Paese diviso da centinaia di ordinanze nazionali e regionali, dove a due settimane dallo scadere del lockdown non si sa ancora con precisione cosa ripartirà e cosa no. Le indicazioni dell’esecutivo lasciano però spazio all’ottimismo, soprattutto per quanto riguarda una maggiore libertà di circolazione dei cittadini. Dovrebbero infatti essere riaperti i parchi pubblici e quasi certamente verrà data la possibilità di fare sport all’aperto, anche lontano da casa, purché da soli e in presenza di un’autocertificazione con l’orario di uscita dalla propria abitazione. Molta attenzione, poi, su bar, ristoranti e palestre. Nei primi due casi si dovrebbe riaprire già a maggio (da decidere se all’inizio, metà o fine mese), mentre per i centri fitness l’apertura sembra essere ancora lontana. Infine, parrucchieri e spiagge: si potrà tornare a fare shampoo e capelli dal prossimo mese, per la tintarella si aspettano le mosse di Conte.
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