Tante persone e di diverse nazionalità sono scese in strada a Riace per sostenere il modello della cittadina jonica e fare da spalla al sindaco Mimmo Lucano, finito agli arresti domiciliari nei giorni scorsi nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Locri con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di illecito affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il corteo. La manifestazione, che è stata intitolata "Riace non si arresta", ha visto in prima fila Cgil, Arci, Articolo 21, Potere al Popolo, Prc, Link Unical, Libera, centri sociali, militanti della sinistra antagonista e sigle. Il corteo, con circa 5mila persone provenienti da tutta Italia, si è snodato tra le vie del comune di Riace, diventato luogo simbolo delle politiche di accoglienza e integrazione dei migranti portate avanti da Lucano. Al suono di "Bella ciao" sono comparsi striscioni di contestazione al ministro dell'Interno Matteo Salvini. I manifestanti, uniti da un unico coro, hanno chiesto la scarcerazione del sindaco Lucano.

Saluto con il pugno chiuso. "Spero di tornare a essere una persona normale, libera, che non deve subire questi condizionamenti anche perche' sul piano psicologico lasciano un segno. Voglio tornare a essere una persona libera come tutti". Ha detto all'Agi il sindaco di Riace Domenico Lucano, intervistato nella sua abitazione dove e' in regime di arresti domiciliari, commentando l'annuncio dei suoi legali di ricorrere al Tribunale del riesame per chiedere l'annullamento della misura cautelare. "Sono rimasto senza parole un'emozione indescrivibile, un fiume di solidarieta', non avrei mai immaginato che un giorno sotto questa casa arrivasse cosi' tanta gente. Per un attimo - ha aggiunto Lucano - le amarezze di questi giorni, quello che ho provato per quello che sto passando, hanno lasciato lo spazio al pensiero che veramente vale la pena continuare per accarezzare il sogno di una possibile utopia sociale". Il primo cittadino ha salutato la folla giunta sotto la sua abitazione alzando la mano sinistra e chiudendo il pugno.

Oliverio c'è. Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a seguito delle decisioni della magistratura che hanno consentito a Mimmo Lucano di poter incontrare amici e conoscenti, si è recato a Riace nella serata di ieri "Oggi, come ieri, sono al suo fianco. Sicuro della sua onestà, fiducioso nella giustizia e certo che sarà chiarito ogni aspetto di questa vicenda".