"Un quadro sulle recenti operazioni molto ricco e molto fitto che dimostra come i calabresi dovrebbero prendere coscienza di combattere la ‘ndrangheta" è emerso dalle prime audizioni condotte dalla Commissione antimafia a Reggio. La Commissione, presieduta da Nicola Morra, ha incontrato il prefetto Massimo Mariani insieme con rappresentanti e ufficiali delle autorità e forze dell’ordine della provincia.

Il riferimento specifico è ad una delle ultime operazioni della Dda di Reggio, “Mala Pigna”, "che ha dimostrato come il nostro territorio venga considerato una discarica per seppellire materiali inquinanti provenienti da altri circuiti produttivi come se nulla contasse la salute dei calabresi".
Anche per questo, sottolinea Morra "era necessario stare qui il più presto possibile: qui c’è la “Casa Madre” della ‘ndrangheta e ci stiamo confrontando con le istituzioni che operano sul territorio affinché si possa prendere consapevolezza che o si combatte o si verrà sconfitti".

Il caso Recordare
La ‘ndrangheta è sempre più internazionale e radicata: Morra richiama l’attenzione sul caso di Roberto Recordare che dimostra come "apparentemente anonimi broker nativi di Palmi possano arrivare a gestire miliardi di euro come se nulla fosse". La Calabria, si riscopre quindi "una realtà dove il reddito pro capite è uno dei più bassi d’Europa", ma viceversa, "c’è una concentrazione di ricchezza finanziaria inimmaginabile".

L’emergenza "voluta" negli uffici giudiziari
Negli uffici giudiziari c'è "un’emergenza che troppe volte lo Stato ha sottovalutato" afferma Morra.
"Così – aggiunge – dopo decenni di dimenticanza, mi verrebbe da dire voluta, ci si scopre con un arretrato importante non tanto in termini di fascicoli quanto di attività di indagine da promuovere, perché questo territorio è stato per decenni abbandonato al controllo ‘ndranghetista". Esempio di ciò è, per Morra,  l’operazione “Geoljia” dello scorso maggio nella Piana che ha svelato come "addirittura prima di aprire un’attività commerciale bisognava chiedere il permesso a chi di dovere". La 'ndrangheta si sostituisce alle mancanze dello Stato. "Serve un lavoro di ricognizione delle carenze su tutti i versanti della macchina della giustizia affinché Roma dia le risorse necessarie".