Rinascita, il "caso periti" arriva in aula: "Una leggerezza parlare al bar con imputato"
La denuncia di Nicola Gratteri su una serie di “anomalie” dei periti trascrittori nel maxi processo Rinascita Scott (QUI le parole del procuratore di Catanzaro) sono arrivate nell’aula bunker di Lamezia. Questa mattina, infatti, si è svolta l’audizione dei tre periti chiamati a chiarire alcuni aspetti: dalla presenza di altri incarichi con gli avvocati del procedimento al colloquio avuto al bar con un imputato. In apertura dell'udienza il pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo, ha ribadito la necessità di aumentare il numero dei periti e di dare tempistiche certe per le trascrizioni delle intercettazioni. Chiarendo che "nessuno sta accusando nessuno di reati, stiamo verificando se c’è ancora quel rapporto fiduciario che lega il collegio peritale al Tribunale".
Il perito al bar con un imputato (ai domiciliari).
Riguardo al fatto che “il perito Nardone - ha denunciato Gratteri lo scorso 28 giugno - era seduto al tavolino del bar dell’aula bunker con il detenuto agli arresti domiciliari Mario Artusa”, lo stesso Francesco Nardone ha dichiarato che “in maniera leggera ho avuto questo colloquio che avrei dovuto evitare, e solo quando il pm Frustaci mi ha informato del nome della persona con cui ho parlato ho capito di aver commesso una leggerezza”. In ogni caso, precisa, “non ho avuto nessun tipo di richiesta di intervento sul mio lavoro, ed eravamo a 5 metri dall’aula dove erano presenti avvocati e forze dell’ordine. Inoltre non mi sono alzato di scatto e non sono fuggito, e se ci sono dei video non possono che darmi ragione”. Chiarendo infine che “ho già consegnato circa 7500 pagine, non meno di 120 ore di audio”.
Rapporti con gli avvocati del processo.
In merito a quella che è stata un’altra accusa del procuratore Gratteri, ovvero di aver assunto incarichi in altri processi dagli avvocati che difendono gli imputati di Rinascita, il perito Walter Vercillo ha voluto precisare di aver accettato “solo un incarico che non è connesso né collegabile a questo processo” e che “in ogni caso è un incarico a cui posso rinunciare se il Tribunale vorrà”.
“Elenchi disordinati e incompleti, mancano 6mila file”.
I periti hanno poi affermato di non riuscire a dare tempistiche certe per il termine delle attività di trascrizione perché “abbiamo più volte chiesto di integrare i numerosi file audio mancanti - ha detto il perito Vercillo - che non trovavamo nell’elenco disordinato, caotico, che ci è stato consegnato, a volte ci sono anche gli stessi progressivi indicati più volte. Continuo a chiedere di darmi la possibilità di ritirare i file mancanti, ma non ho mai avuto risposta. Se non ci sono file diventa difficile stimare quante ore audio mancano”. Di che numeri si sta parlando? “Ci sono circa 6mila file mancanti su 20mila” ha dichiarato Nardone. Evidenziando anche che “il quesito iniziale era diverso da quello posto ai primi periti (prima della nomina degli altri, ndr) ad esempio a loro era stato chiesto di trascrivere in doppia lingua, italiano e dialetto, cosa che a noi non è stata chiesta”. Mentre Vittorio Scullari ha chiarito che "avevo immediatamente comunicato che nei primi mesi il mio apporto, in termini strettamente di consegne, sarebbe stato limitato perché impegnato in pregressi incarichi, però ho già consegnato - il 30 giugno, quindi dopo la denuncia di Gratteri - 1300 pagine di circa 16 ore di intercettazione, e oltre 30 ore sono già trascritte e in fase di revisione".
Verrà aumentato il numero dei periti.
A queste “lamentele” il presidente del collegio, il giudice Brigida Cavasino, ha risposto che "la mancata uniformità dei quesiti è stata risolta una volta che ci è stata comunicata, così come l’elenco di priorità (che i periti avevano detto essere diverso, ndr) depositato in udienza era valevole per tutti”. Ribadendo, così come era stato fatto anche nell’udienza del 28 giugno, che “le intenzioni di questo Tribunale sono quelle di aumentare il numero dei periti, per consentire di velocizzare le operazioni, già dalle prossime udienze”.
"Profili di negligenza", periti si astengono.
È poi intervento in conclusione il pm della Dda di Catanzaro Antonio De Bernardo. "Sulla vicenda Nardone - ha affermato - c'è un'evidente discrasia tra quanto relazionato dall’ufficiale di Polizia giudiziaria, e da un esponente della Procura, e quanto riferito dal perito". Mentre "sulla vicenda Vercillo è chiaro che se si instaura un rapporto di tipo professionale con un avvocato si integra una specifica ipotesi di astensione che avrebbe, pertanto, dovuto portare il perito a darne comunicazione al Tribunale". Ravvisando quindi, per conto della Procura, "profili di negligenza e profili di obbligo di astensione": "Ci rimettiamo alla decisione del Tribunale - chiosa - ma noi siamo costretti a chiedere la sostituzione dei due periti". Dopo le sue parole è intervenuto prima il perito Walter Vercillo, chiedendo lui stesso di essere rimosso dopo la consegna del lavoro effettuato finora, e poi Francesco Nardone chiedendo anche lui l'astensione "vista la richiesta della Procura: non mi sento troppo sereno nella prosecuzione del lavoro e non vorrei mettere in difficoltà il Tribunale". Sulla loro richiesta, adesso, dovrà esprimersi il collegio giudicante.
Intercettazioni di sms e tracciati gps.
Il pm De Bernardo ha inoltre chiesto la revoca, negli elenchi delle trascrizioni, degli sms e dei tracciati gps, in quanto il testo dei messaggi è tale - e quindi non richiede una perizia - mentre i file dei gps “sono appunto un tracciato di un’auto in movimento o in sosta, sono comunque dati oggettivi”. A questa richiesta qualche avvocato ha fatto notare che “abbiamo bisogno di fare copia e verificarli a uno a uno, altrimenti il diritto di difesa viene leso”, con il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro che ha risposto che “ci possiamo impegnare a fornire una versione anche cartacea, comunque consultabile, del testo e delle utenze da cui sono partiti i messaggi”.
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