La Corte di Cassazione, VI Sezione Penale, ha definitivamente messo un punto all’articolata vicenda cautelare di Luca Ciconte, imputato nel procedimento denominato “Operazione Nemea”.
Con ordinanza del 07.12.2023 la Corte d’Appello, su istanza della difesa, dichiarava la perdita di efficacia della misura cautelare della custodia in carcere applicata a Luca Ciconte per i reati di detenzione di armi, stupefacenti ed estorsione, in ragione dell’intervenuta decorrenza dei termini.
La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, avverso tale ordinanza, avanzava dapprima appello, rigettato dal Tribunale del Riesame di Catanzaro e, successivamente, ricorso per Cassazione.
I motivi addotti nel proposto ricorso sono riconducibili alla mancata scadenza del termine di durata della custodia di fase, ritenendo la Procura estendibili anche agli imputati liberi gli effetti della sospensione dei termini di custodia cautelare prevista dal Codici di Procedura Penale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura Generale, mutando l’indirizzo giurisprudenziale ed accogliendo le tesi difensive. Ciconte, pertanto, rimarrà libero.
Ciconte è difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Daniela Garisto, entrambi del Foro di Vibo Valentia.