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La storia del clan Tegano racconta il volto più noto e insieme mutevole della 'ndrangheta reggina: da potenze emergenti a protagonisti di guerre sanguinose, fino al lento declino imposto dalle forze dell’ordine. Originario del quartiere Archi di Reggio Calabria, il clan è stato guidato dai fratelli Giovanni, Pasquale e Giuseppe Tegano, che hanno costruito il loro potere su alleanze strategiche e solidi legami familiari, in particolare con la cosca De Stefano.

Nel 1985, il matrimonio tra Orazio De Stefano e Antonietta Benestare, nipote di Giovanni Tegano, sancì ufficialmente la collaborazione tra le due famiglie. Tuttavia, tra il 1985 e il 1991 Reggio Calabria fu teatro della Seconda guerra di 'ndrangheta: da una parte i clan De Stefano, Tegano, Libri e Latella, dall’altra Condello, Imerti, Serraino e Rosmini, con oltre 600 morti per rivalità territoriali e dispute su appalti pubblici. Dopo l’uccisione di Paolo De Stefano, i Tegano assunsero un ruolo centrale nella guerra e nella negoziazione della pace.

Nel 1991, grazie alla mediazione di figure come Antonio Nirta e Domenico Alvaro, fu raggiunta la pax mafiosa che creò il “mandamento di Centro”, comprendente i clan De Stefano, Tegano, Condello e Libri, stabilendo una gestione più coordinata delle attività criminali.

Giovanni Tegano divenne latitante nel 1993 e fu arrestato nel 2010 dopo 17 anni di fuga. Anche Pasquale, latitante dal 1994, fu catturato nel 2004: entrambi condannati all’ergastolo. Nonostante gli arresti dei leader storici, la cosca mantiene una certa influenza, seppur ridotta, nel panorama criminale calabrese. Operazioni mirate come “Archi” del 2011, che portò all’arresto di 21 affiliati, tra cui Giuseppe e Bruno Tegano, hanno colpito duramente la struttura, indebolendone la capacità operativa.

La vicenda dei Tegano evidenzia come le relazioni familiari e matrimoniali siano fondamentali per la 'ndrangheta, e quanto le indagini e le operazioni di polizia possano incidere nel tempo sul potere delle cosche storiche.