"Le Bcc centrali e lo sviluppo dei territori" (VIDEO)
Se n'è parlato a Vibo in un incontro-dibattito promosso da Bcc, università Pegaso e Camera di commercio, in cui il territorio si è schierato in favore di un sistema "pulito"
di ILARIA LENZA
Nasceva un secolo fa come cassa rurale, con l'obiettivo di favorire le fasce più deboli presenti sul territorio e contrastare il diffondersi della piaga dell'usura. Nel tempo, è diventata fondamentale per lo sviluppo dell'economia locale e in 40 anni di attività, la Banca di credito cooperativo si è affermata come istituto del e per il territorio, caratterizzata da cooperazione, mutualismo e localismo. Oggi la Banca di credito cooperativo è l'istituto di credito più radicato nel Vibonese: conta 9 filiali, 3mila soci e 30mila clienti. E rappresenta una solida realtà di riferimento per il tessuto produttivo locale, con il quale costantemente dialoga al fine di stabilire una connessione funzionale tra il sistema bancario e quello imprenditoriale. Una connessione che avverte, però, a livello nazionale, in un momento segnato dalla crisi economica, la necessità di interrogarsi su una questione “irrisolta”: “I problemi delle imprese derivano da servizi bancari inadeguati?”. Pone la domanda in modo chiaro e diretto Michele Lico, presidente della Camera di commercio di Vibo, che con il suo intervento “apre” l'incontro-dibattito promosso dalla Banca di credito cooperativo del Vibonese, dall'università telematica Pegaso e dalla Camera di commercio di Vibo.
Economia e sviluppo. “Il ruolo delle Banche di credito cooperativo. Dalla lotta ai capitali illeciti allo sviluppo dell'economia dei territorio” il tema dell'incontro, al quale hanno preso parte, nella sede vibonese dell'Ente camerale, professionisti del settore economico, bancario, imprenditoriale e attivi nel contrasto all'illegalità. Perché spesso, nelle “pieghe” del sistema economico, la criminalità organizzata si “infiltra”. E per questo “occorre stabilire una maggiore coesione fra i sistemi di prevenzione e l'investigazione”, secondo il prefetto Carmelo Casabona, per far funzionare meglio gli ingranaggi del settore. Un settore estremamente complesso, in cui le banche posseggono i mezzi per poter innescare meccanismi di sviluppo. “L'impresa è un bene comune”, aggiunge Lico. “Serve un sistema finanzario trasparente contro le pratiche speculative che danneggiano tutto il sistema”.
Il ruolo delle Bcc. Ed è in un simile contesto che le Bcc assumono un ruolo chiave, proprio nel contrasto a questo genere di pratiche sleali e illecite che spesso immobilizzano la crescita economica dei territori. Un tema sul quale ci si confronta, nel dibattito, anche alla luce dei cambiamenti attesi con l'avvento della riforma del sistema bancario. Dopo i saluti del presidente della Bcc Antonio Barone, vice sindaco Raimondo Bellantoni, del presidente camerale Michele Lico, del rettore dell'università telematica Pegaso Alessandro Bianchi, del presidente di Libera monsignor Giuseppe Fiorillo, del preside del liceo “Morelli” Raffaele Suppa, la presentazione del quarto rapporto annuale Eurispes sulle Agromafie e l'intervento del magistrato Nicola Graziano. Il tutto moderato dal giornalista Maurizio Bonanno.
Il tavolo tecnico. Banche e istituzioni si dicono pronte a fare quadrato attorno ad una giustizia, anche economica, che sappia far decollare lo sviluppo del territorio. Insieme contro gli illeciti, insieme contro l'illegalità, insieme contro ogni forma di pratica sleale diffusa. Il procuratore Mario Spagnuolo, il capo della vigilanza della Banca d'Italia di Catanzaro Bruno Riziero, il presidente della Bcc del Vibonese Antonio Barone, il direttore scientifico della Pegaso e Mercatorum Francesco Fimmanò, il presidente Eurispes Gian Maria Fara, il pm della Dda di Napoli Catello Maresca, il presidente della sezione del Tribunale di Napoli Nord Enrico Caria e i rappresentanti degli ordini professionali Vincenzo Morelli (commercialisti), Giuseppe Arcuri (avvocati) e Pasquale Romano Mazza (ingegneri) si alleano contro l'illegalità e in favore dello sviluppo locale.
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