Genesi, indagati il sindaco Manna e il presidente della Film Commission
Ci sono due nuovi indagati nell’inchiesta della Dda di Salerno, nome in codice "Genesi", che aveva già portato all’arresto per corruzione in atti giudiziari del presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini. E proprio le dichiarazioni del giudice ai pm di Salerno hanno portato a nuovi sviluppi nelle indagini. Questa mattina gli uomini della guardia di finanza di Crotone, guidati dal colonnello Emilio Fiora, e dello Scico hanno effettuato una perquisizione nella Cittadella regionale a Catanzaro.
In particolare è stato perquisito l’ufficio della Film Commission Calabria. Secondo quanto dichiarato da Petrini infatti il giudice si sarebbe rivolto all’avvocato Marcello Manna, che è anche sindaco di Rende, per ottenere attraverso Giuseppe Citrigno, responsabile della Film Commission, una raccomandazione per il cugino della moglie del magistrato.
Le ipotesi di reato per i due indagati è di corruzione in atti giudiziari e corruzione in un atto contrario ai doveri di ufficio, aggravati dalla mafiosità per fatti accaduti in tre periodi diversi, il 30 maggio di un anno fa, nell'ottobre e il 4 dicembre 2019 . Una perquisizione urgente come scritto nell'atto vergato dai magistrati della Dda Vincenzo Senatore e Luca Masini "visto l'elevato rischio che nelle more, gli oggetti e i documenti ricercati, possano essere dispersi, distrutti e occultati"
La nota del legale rappresentante della Film Commission. "Questa mattina mi è stata consegnata dal Nucleo della Guardia di Finanza di Crotone una notifica di acquisizione dei documenti nei nostri uffici, in merito a una produzione. Non siamo parte in causa nella vicenda riguardante l’inchiesta Genesi- riferisce Giuseppe Citrigno- in merito alla notizia riportati da alcuni organi di stampa chiarisco che non c’è stata, questa mattina, nessuna perquisizione nella mia abitazione e nessun avviso di garanzia mi è stato recapitato. La Guardia di Finanza mi ha consegnato una notifica per acquisire documenti nei nostri uffici, in questi giorni chiusi per l’emergenza Covid19. Solo per questo hanno consegnato nella mia abitazione la notifica, essendo io il legale rappresentante della Fondazione Calabria Film Commission. Naturalmente, nel rispetto delle autorità giudiziarie e nella piena e trasparente collaborazione, ho predisposto immediatamente l’apertura degli uffici (rispettando le norme che l’emergenza Covid 19 impone) e consegnati i documenti alle autorità per tutti gli accertamenti del caso- e conclude- La Calabria Film Commission, dunque, non è coinvolta in nessuna inchiesta. I documenti riguardano la valutazione di un lungometraggio di una casa di produzione che ha partecipato al bando produzioni 2019. Ribadisco la nostra piena estraneità alla vicenda e la nostra collaborazione con le autorità giudiziarie così che si chiarisca al più presto la vicenda”.
