La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo per far luce sulla gestione del Sistema bibliotecario vibonese. Lo scrive, nell'edizione odierna, la Gazzetta del Sud. Nei giorni scorsi, gli investigatori avrebbero acquisito tutto il materiale necessario a valutare la correttezza dell'operato di chi ha gestito l'Ente, da tempo sotto i riflettori della politica. Nella scorsa estate, infatti, dopo il pensionamento dello storico direttore del Sistema Bibliotecario vibonese, Gilberto Floriani, che ne ha mantenuto la guida per molti anni, e la parentesi molto breve che ha visto dirigere la struttura a Valentina Amaddeo, è stato proprio il figlio di Gilberto Floriani, Emilio, ad assumere il ruolo di direttore. Ruolo mantenuto solo qualche mese, prima del trasferimento del professionista da Vibo Valentia.

Ad oggi, infatti, il Sistema bibliotecario è senza un direttore e si attende la convocazione dell'assemblea, costituita da numerosi sindaci dei comuni vibonesi, per nominarlo. Ad accendere i riflettori sull'Ente era stato nei mesi scorsi anche l'ex capogruppo del Partito democratico Stefano Luciano che aveva posto una serie di interrogativi legati alla gestione "familistica" della struttura, ai rapporti tra il Sistema bibliotecario e la Capitale del Libro e al canone di locazione non versato. Adesso, su questi ed altri aspetti sarà la Procura della Repubblica a far luce, valutando la correttezza di chi ha operato in seno a Palazzo Santa Chiara.