Sono 24 le persone per cui la Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio nel procedimento nato dall’inchiesta “Habanero” contro la ’ndrangheta delle Preserre vibonesi. Il giudice Piero Agosteo della terza sezione penale del Tribunale di Catanzaro ha fissato l’udienza preliminare per mercoledì prossimo, 30 aprile, accogliendo la richiesta del pubblico ministero.  Intanto, sono state stralciate le posizioni di due imputati, quella di Gaetano Emanuele e Francesco Tarzia.

I nomi. A giudizio, dunque, Luciano Barone, classe 1974 di Atri (Teramo); Cosimo Bertucci, classe 1974, di Vibo
Francesco Bertucci, classe 1973, di Vibo; Cristian Domenico Capomolla, classe 1988, di Acquaro; Francesco Capomolla, classe 1983, di Gerocarne; Giuseppe Chiera, classe 1988 di Soriano C.; Francesco Antonio Ciconte, classe 1996, di Soriano C.; Domenico Fusca, classe 1981, di Dasà; Giorgio Galiano, classe 1975, di Vibo; Sandro Ganino, classe 1984, di Acquaro; Cosmo Damiano Inzitari, classe 1977, di Acquaro; Rinaldo Loielo, classe 1995, di Soriano; Angelo Maiolo, classe 1984, di Acquaro; Francesco Maiolo, classe 1979, di Acquaro; Francesco Maiolo, classe 1984, di Acquaro, residente a Brandizzo (To); Luca Marano, classe 1979, di Chieti; Filippo Monardo, classe 1996, di Soriano; Nicola Antonio Papaleo, classe 1959, di Rosarno; Rodolphe Pinto, classe 1962, nato in Francia, residente a San Salvo (CH); Vincenzo Pisano, classe 1994, di Soriano C.; Francesco Sorleto, classe 1979, di Acquaro; Pasquale Rottura, classe 1994, di Acquaro; Francesca Silipo, classe 1985, di Acquaro; Giuseppe Taverniti, classe 1977, di Vibo, residente a Brandizzo (TO).

Parti civili. Tra le parti offese, anche i Comuni di Acquaro, Dasà e Arena, che nelle scorse ore hanno deciso di comparire all'udienza preliminare in programma mercoledì 30 aprile, alle ore 9:30 presso il Tribunale di Catanzaro per esercitare la facoltà di costituirsi parte civile.

L'operazione. L’operazione, scattata il 21 giugno 2023, è stata eseguita dai Carabinieri del ROS e del Comando provinciale di Vibo Valentia, con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Reggio Calabria, Pescara, Chieti e Torino. Al centro dell’indagine le cosche dei Maiolo, attive tra Gerocarne, Acquaro, Soriano e Dasà, e già colpite da 14 arresti. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, omicidio plurimo, detenzione di armi, droga, estorsioni e altri reati aggravati dal metodo mafioso. Contestata anche la strage di Ariola, avvenuta il 25 ottobre 2003, in cui vennero uccisi Francesco Gallace, Giovanni Gallace e Stefano Barilaro. A capo del locale di Ariola, secondo gli inquirenti, ci sarebbero Angelo e Francesco Maiolo, classe 1979.