'Ndrangheta nel Vibonese: niente carcere per l'esponente vicino al boss (NOME)
Gaetano Molino, condannato a 18 anni nel processo Rinascita-Scott e ritenuto vicino al boss Luigi Mancuso, resta agli arresti domiciliari. Il Tribunale di Catanzaro ha respinto la richiesta della DDA di trasferirlo in carcere, nonostante la condanna in primo grado. Il Tribunale ha rilevato che Molino è ai domiciliari dal 2020 senza violare le prescrizioni, nemmeno dopo la sentenza di novembre 2023. Non ci sono segnali di fuga o di pericolo per la genuinità delle prove, poiché il processo di primo grado si è già concluso e gli elementi istruttori sono stati acquisiti.
I giudici sottolineano che:
Non si può prevedere come evolverà il processo nei successivi gradi di giudizio.
Non ci sono prove che Molino stia pianificando una fuga.
Il rischio di reiterazione criminale è basso, dato che non ha commesso reati dal 2019 e non ci sono elementi che indichino una sua attuale adesione al sodalizio.
Nel procedimento “Olimpo,” alcune accuse, come l’estorsione, sono già state annullate per mancanza di gravi indizi.
