Chieste oltre 40 condanne per un totale superiore ai 400 anni di carcere per i clan Giampà e Notarianni. Omicidi, associazione mafiosa, armi ed estorsione i reati contestati

Il sostituto procuratore generale, Carlo Modestino, ha chiestoalla Corte d'Appello di Catanzaro la condanna per 45 imputati nel processo d’appello nato dall'operazione antimafia denominata “Perseo” e che si è celebrato in primo grado con il rito abbreviato.

Bonaddio

La conferma della sentenza e delle pene inflitte in primo grado è stata chiesta per i seguenti imputati:  Antonio Ventura (7 anni), Pasquale Bentornato (7 anni), Francesco Renda (5), Giorgio Galiano (6), Domenico Giampà (20 anni), Giuseppe Catroppa (9 anni e 4 mesi), Pasquale Catroppa (3 anni e 4 mesi), Vincenzo Bonaddio (ergastolo), Pasquale Giampà (ergastolo), Aldo Notarianni (ergastolo), Antonio Muraca (7 anni e 2 mesi), Maurizio Molinaro (20 anni), Alessandro Torcasio (20 anni), Claudio Paola (3 anni), Vincenzo Ventura (9 anni), Vincenzo Torcasio (6 anni e 4 mesi), Luciano Arzente (2 anni e 4 mesi), Alessandro Villella (3 anni e 4 mesi), Gianluca Notarianni (4 anni), Antonio Giampà (4 anni).

Queste le altre richieste di condanna per altri 25 imputati tutti assolti in primo grado:

Tiziana D'Agosto, avvocato di Lamezia Terme (4 anni); Giuseppe Lucchino, avvocato di Lamezia Terme (6 anni e 8 mesi);  Alberto Giampà (10 anni e 10 mesi); Antonio Paradiso (10 anni); Emiliano Fozza ( 13 anni e 4 mesi); Domenico Sirianni (7 anni e 4 mesi); Michael Mercuri  (10 a 8 mesi); Nino Cerra, classe '91, 14 anni; Angelo Francesco Paradiso (12 anni); Luigi Trovato (6 anni); Luciano Trovato (6 anni); Giuseppe Ammendola (30 anni); Gino Strangis (8 anni); Pino Strangis (8 anni); Antonio Fragale (8 anni e 8 mesi); Francesco Costantino Mascaro (10 anni); Giovanni Cosentino (8 anni); Saverio Torcasio (10 anni e 6 mesi); Carmine Vincenzo Notarianni (12 anni); Alberto Giampà (10 anni e 10 mesi); Saverio Giampà (10 anni e 10 mesi); Renato Rotundo (10 anni); Pasquale Gigliotti  (6 anni); Davide Orlando ( 4 anni e 4 mesi); Vincenzo Giampà, cl ’68,  (4 anni e 8 mesi). Tali imputati sono tutti di Lamezia Terme.

Nel processo quale parte civile figura il Comune di Lamezia Terme e l’imprenditore Rocco Mangiardi. La sentenza di primo grado era stata emessa dal gup distrettuale l’8 giugno 2015.

foto perseo

 

 

processo Perseo