Sanità, il fronte progressista si mobilita per il territorio vibonese e attacca Occhiuto (VIDEO)
Le voci tante, diverse anche le sfumature, ma l'epilogo dei vari interventi è sempre stato lo stesso: "A Vibo c'è una situazione drammatica, è negato il diritto alla salute", è stato ribadito durante l'incontro organizzato dall’Area progressista vibonese ieri pomeriggio a Palazzo Gagliardi. Dove, tra le altre cose, è stata spostata l'attenzione sull'ipotesi, annunciata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, di dirottare, dai fondi Pnrr a quelli di Coesione sociale, il finanziamento da 24 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ospedale Jazzolino.
“Se davvero questo spostamento di fondi servisse a velocizzare la costruzione del nuovo ospedale ottimizzandone i tempi – ha commentato il sindaco di Vibo, Enzo Romeo - saremmo felicissimi. Peccato che lo apprendiamo dai social senza che alcun rappresentante della destra vibonese abbia proferito parola. In ogni caso, l’ospedale va ristrutturato, senza possibilmente essere chiuso, visto che non è un presidio cittadino ma un nosocomio provinciale” di un territorio “che in questi anni – ha rimarcato ancora – ha visto diminuire di 32 milioni il fondo per la spesa sanitaria, con conseguente taglio di servizi e diminuzione dell’utenza”.
Il capogruppo del Misto in Consiglio regionale, Antonio Lo Schiavo, ha puntato il dito contro “il silenzio dei rappresentanti politici di centrodestra su questo territorio". Rispetto all'annuncio di Occhiuto di spostare il finanziamento da 24 milioni di euro dai fondi Pnrr a quelli di Coesione sociale ha aggiunto: "I fondi regionali sono rimodulabili, quelli del Pnrr assolutamente no, non capisco quindi come si possano spostare le risorse provenienti dal Pnrr, pari a circa il 50%. Di questo vorremmo discutere personalmente con il commissario alla sanità, approfondendo se necessario. Operazione molto complessa se il suo profilo Instagram si sostituisce al bollettino della Cittadella”.
Estremamente duro anche Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Partito democratico: “Occhiuto ha scelto la linea di galleggiamento mentre questo territorio rischia il collasso, al termine di una gestione ormai lunga cinque anni, da parte di commissari part-time che gestivano contemporaneamente l’Asp di Vibo e quella di Catanzaro. E' fondamentale ragionare con il presidente della Regione di un territorio che rischia il collasso sanitario, con un deficit di posti letto e senza un piano preciso di sviluppo. Si continua a foraggiare il sistema privato per smantellare il sistema pubblico, non ci rimarrà che mettere in atto una grande mobilitazione di popolo fin sotto la Cittadella regionale”.
Parole forti anche dal coordinatore territoriale dei Cinquestelle, Michele Furci, che ha introdotto il dibattito al quale hanno fornito il loro contributo, tra gli altri, i segretari cittadino e provinciale del Pd, Gernando Marasco ed Enzo Insardà, il segretario provinciale di Sinistra Italiana, diversi sindacalisti di Cgil e Cisl. E, ancora, hanno animato il dibattito il segretario della Fials Mimmo Pafumi, l'ex direttore sanitario dell’Asp di Vibo, Michelangelo Miceli, e il cardiologo Soccorso Capomolla.
