Animali seviziati e ispezioni pilotate in Calabria: tre condanne (NOMI)
Il verdetto riguarda il rito abbreviato dell’inchiesta sulla presunta gestione illecita degli stabulari dell’Università Magna Graecia

Un sistema di gestione degli stabulari universitari finito sotto la lente della magistratura e un verdetto che ridisegna responsabilità e posizioni processuali. È la sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, nel procedimento “Grecale”, nato da un’inchiesta sulla presunta gestione illecita delle strutture dell’Università Magna Graecia.
Il giudizio, celebrato con rito abbreviato, si è concluso con un quadro misto di condanne e assoluzioni. Il GUP ha inflitto 4 anni e 8 mesi a Giuseppe Caparello, 4 anni a Maria Caparello e 9 mesi e 10 giorni a Emilio Russo. Per Antonio Leo è arrivata invece una sentenza di patteggiamento a 1 anno, 11 mesi e 10 giorni.
Sul fronte opposto, il Tribunale ha assolto altri imputati ritenendo non raggiunta la prova della responsabilità penale: tra questi Luciano Conforto, Luca Gallelli, Pierfrancesco Tassone, Daniele Torella e Domenico Voci.
L’inchiesta aveva acceso i riflettori su presunte irregolarità nella gestione delle attività e dei servizi legati agli stabulari, con contestazioni che hanno attraversato più posizioni professionali interne all’ateneo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei prossimi giorni e potrebbero chiarire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice nelle diverse valutazioni.
Il procedimento, che ha visto la definizione di più posizioni attraverso riti alternativi, segna un primo passaggio giudiziario in una vicenda ancora complessa sul piano processuale.
