pentito collaboratore di giustizia
pentito collaboratore di giustizia

Riunioni per pianificare omicidi e monitorare i movimenti dei rivali: è questo il quadro che emerge dai verbali del collaboratore di giustizia Walter Loielo, ritenuto dagli inquirenti una fonte diretta e interna alle dinamiche della consorteria criminale.

Nelle dichiarazioni rese nel 2020, Loielo ha indicato numerosi presunti appartenenti al clan rivale degli Emanuele, tra cui i fratelli Bruno e Gaetano Emanuele, Domenico e Salvatore Zannino, Giovanni e Salvatore Emmanuele, oltre a Domenico e Simone Tassone, Alessio Sabatino e Franco Idà, detto “Linuccio”. Particolarmente rilevanti, secondo la Dda di Catanzaro, i passaggi in cui il collaboratore descrive gli incontri del proprio gruppo: “Parlavamo della pianificazione degli omicidi e seguivamo gli spostamenti dei membri degli Emanuele, che erano tra i nostri obiettivi”. Un’attività che, stando al racconto, si avvaleva anche di informatori incaricati di fornire aggiornamenti continui sui movimenti dei rivali.

In un successivo verbale del 2021, Loielo ha inoltre fatto riferimento agli equilibri criminali nelle Preserre vibonesi, indicando soggetti ritenuti ai vertici e descrivendo il controllo del racket delle estorsioni legato al taglio dei boschi. Tra gli episodi citati, anche una tentata estorsione attribuita a Francesco Idà, detto “Lulù”, per fatti risalenti al 2014.

Quanto al proprio clan, il collaboratore ha raccontato che il cugino Rinaldo sarebbe stato affiliato in carcere, circostanza confermata anche da un altro pentito, Nicola Figliuzzi, che ha indicato per lui il grado di “Sgarrista”. Le dichiarazioni, ritenute convergenti dagli investigatori, contribuiscono a delineare assetti, gerarchie e strategie operative della ’ndrangheta nel Vibonese.