Potenziamento dei controlli sanitari, dei dispositivi di sicurezza, del tracciamento dei contagi mediante l’utilizzo di tamponi rapidi e una corsia preferenziale per tutte le componenti scolastiche. Ma non solo: dare priorità anche per il personale scolastico nella campagna vaccinale, e il potenziamento dei servizi e dei trasporti, coordinato a livello territoriale con l’orario di funzionamento delle scuole, nel rispetto delle decisioni delle autonomie scolastiche. Sono queste le principali richieste dei sindacati - in particolare Flc Cgil (Domenico Denaro), Fsur Cisl Scuola (Arcangelo Carbone), Uil Scuola Tua (Paolo Pizzo), Snals Confsal (Aldo Romagnino), Anp (Giuseppe Gelardi) e Di.S.Conf. (Francesco Talarico) - inviate alle principali autorità regionali e provinciali della Calabria.

Favorevoli alla riapertura, ma in sicurezza.
I sindacati, dopo aver denunciato l'esclusione dai tavoli di coordinamento prefettizio per valutare le soluzioni percorribili in vista del rientro del 7 gennaio, specificano che "ritengono la didattica in presenza fondamentale per un organico percorso di studi e riconoscono le problematiche connesse alla didattica a distanza (una per tutte, la mancanza di connettività accettabile in ampie zone della regione Calabria)". Per questa ragione "la proposta di un rientro di studenti in presenza ci troverebbe certamente favorevoli se nel contempo si provvedesse ad incrementare il servizio dei trasporti degli studenti ampliando e non duplicando il numero delle corse".

Impossibile l'ingresso ad ore di distanza.
"Riteniamo - continuano i sindacati - non applicabile la ventilata flessibilità oraria che prevede una (provincia di Vibo Valentia) o due (altre provincie) ore di distanza tra il primo e il secondo ingresso di studenti a scuola in quanto si possono facilmente prevedere una serie di criticità difficilmente affrontabili". Primo su tutti, secondo i sindacati, l'orario giornaliero di 6 ore: "Soprattutto nei tecnici e nei professionali, ma talora anche nei licei - spiegano - l’orario delle lezioni prevede le 6 ore, con attività di esecuzione e di interpretazione pomeridiane per i Licei Musicali e Coreutici previsti dagli ordinamenti". Di conseguenza "gli studenti del secondo turno entrando a scuola alle 9:00/10:00 dovrebbero inevitabilmente uscire alle 15.00/16.00 e 18:30 per gli altri casi, senza che ne venga garantito il rientro". Aggiungendosi a questo che "la maggior parte delle scuole non è fornita di locali da adibire a mensa, perciò si deve accettare che studenti e insegnanti non pranzino, in quanto il consumo di cibo nelle aule non è autorizzato e comporterebbe interventi di pulizia e sanificazione oggettivamente impraticabili".

Problemi anche con docenti, Ata e attività pomeridiane.
Molti docenti, inoltre, "prestano servizio su più scuole (spesso anche lontane tra loro) e il loro orario è organizzato tenendo conto delle esigenze delle diverse scuole, sarebbe impossibile gestire un orario che tenga conto della flessibilità di una/due ore che ogni singola scuola dovesse prevedere". Aggiungendosi poi, tra le criticità dell'ingresso ad ore di distanza, anche il fatto che "gli istituti tecnici e professionali hanno sezioni serali per i lavoratori, che inizierebbero le lezioni in concomitanza con l’uscita del secondo turno degli studenti del diurno", che "il personale Ata sarebbe insufficiente per la gestione di orario così dilatato", e infine che "tutte le attività di recupero e potenziamento previste nel pomeriggio verrebbero conseguentemente ridotte, o peggio annullate, con grave danno per gli allievi ed un complessivo impoverimento dell’offerta formativa".

"Resta un'unica soluzione".
Da qui la conclusione che "la riorganizzazione del tempo scuola come ventilata non appare un’opzione praticabile", mentre lo sarebbe "aumentare, a parità di orario, le corse indirizzate ai pendolari, anche con il ricorso alle ditte private e/o del settore turistico e, ove possibile, con bus riservati agli studenti". In conclusione, quindi, "si ritiene che l’unica soluzione resta il rientro in presenza del 50% della popolazione scolastica, con un unico turno di entrata e di uscita (o con due turni intervallati da 10/15 minuti). Le scuole sono perfettamente in grado, nella loro autonomia, di garantire pari condizioni a tutti con il ricorso alla rotazione delle classi in presenza".

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