giudice-sentenza
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Una donna di 40 anni è indagata a Rimini per maltrattamenti in famiglia nei confronti della figlia minorenne. Secondo quanto emerso dalle indagini, la madre avrebbe sottoposto la bambina a reiterate condotte vessatorie e punitive, tra cui l’imposizione di docce con acqua fredda, il taglio irregolare dei capelli come forma di castigo e l’obbligo di restare sul pianerottolo di casa senza indumenti, per periodi prolungati, insieme al fratellino di poco più grande, senza cibo e senza possibilità di rientrare nell’abitazione.

In alcuni episodi la minore sarebbe stata costretta ad andare a scuola in condizioni umilianti, con il grembiule sporco di escrementi e con l’aspetto trascurato. A far scattare l’inchiesta è stata la confidenza della bambina a un’insegnante, alla quale avrebbe manifestato forte paura per la propria incolumità.

Su richiesta del pm Davide Ercolani, il gip Raffaele Deflorio ha disposto nei confronti della donna il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla figlia, imponendo una distanza minima di 800 metri.

Il provvedimento è motivato dalla presenza di gravi indizi di colpevolezza e dal rischio di un’escalation delle condotte contestate. La minore è stata affidata al padre, mentre per il primogenito è stata attivata una segnalazione ai servizi sociali per la valutazione della capacità genitoriale della madre.