Esploriamo il tema dello stipendio medio in Svizzera, accantonando i miti e chiarendo la realtà di fatto fra salari minimi nazionali, differenze fra i vari Cantoni e ammontare delle contribuzioni di settore. Se il costo della vita incide sempre di più sui salari, la percezione del mercato del lavoro svizzero è ancora decisamente positiva, con retribuzioni che possiamo considerare assolutamente competitive

La Svizzera e il valore reale dei salari fra differenze retributive, stipendi di settore e norme di legge


Per chi è alla ricerca di un lavoro, la Svizzera rappresenta da sempre un punto di riferimento importante. Fra le mete occupazionali più ambite dai professionisti provenienti da tutto il mondo, la Confederazione Elvetica vanta un’economia solida, e un ottimo tenore di vita, ragioni che spingono sempre più persone a varcare i confini per assicurarsi un impiego stabile.

Ma quanto si guadagna davvero in Svizzera, e qual è il valore dello stipendio minimo? Le notizie sull’entità dei salari sono da sempre un po’ discordanti, e ruotano attorno a considerazioni differenti, divise fra miti e realtà.

Le aspettative, per chi si mette alla ricerca di un lavoro nel paese Elvetico, sono alte, ma gli stipendi non sempre raggiungono i livelli fantasmagorici di cui si fantastica erroneamente nell’immaginario collettivo, e su alcuni siti web. Talvolta le cifre ipotizzate raggiungono quote impensabili, con valori salariali raddoppiati o, addirittura, triplicati rispetto all’entità reale degli stipendi, generando un senso palpabile di delusione.

Riportando il fenomeno salari alla realtà, è importante considerare l’applicazione di specifiche normative, la contribuzione di settore, e il diverso livello di retribuzione fra i 26  Stati Federati, differenti per legislazione e norme pratiche sul lavoro.

Le disparità fra una realtà e l’altra possono anche essere consistenti, proprio a partire dai livelli retributivi. Quel che vale per zone come Zurigo, Lens e Chiasso non è appropriato per il Ticino, e via di questo passo.

Quando la ricerca di un lavoro va a buon fine, sarà possibile verificare in prima persona il livello salariale, e il grado di accoglienza che gli svizzeri dimostrano nei confronti degli stranieri. Il passaggio successivo all’assunzione prevede la ricerca di un alloggio, seguito a ruota dal trasferimento effettivo dei propri beni. Nel mettere a fuoco gli step fondamentali del trasferimento è utile chiedere un preventivo su costi e servizi inclusi per traslocare in Svizzera. Solo così si potrà adottare la soluzione più conveniente e sicura, adeguata in tutto e per tutto alle esigenze individuali.

La legge sul salario minimo


Per sfatare il mito degli stipendi da favola, che si ipotizza ricevano i lavoratori impiegati in Svizzera, meglio attenersi alla realtà di fatto. Il punto di partenza ufficiale per ragionare sugli stipendi è la legge sui salari minimi. Entrata in vigore il primo dicembre 2021 in Ticino, la nuova norma prevede un adeguamento progressivo dei salari sino alla fine del 2024. In termini economici al 31 dicembre 2024 il salario minimo mensile obbligatorio vedrà un pagamento orario/lordo compreso in una forbice che va dai 19.75 ai 20.25 franchi svizzeri. A conti fatti affrontando una settimana lavorativa, con una media di 42 ore di lavoro, sarà possibile ottenere uno stipendio mensile lordo fra i 3.300 e i 3.546 franchi svizzeri, dai quali defalcare gli oneri previdenziali, assicurativi e le competenze fiscali.

Gli stipendi svizzeri, anche se a fronte della nuova legge hanno subito una lieve contrazione verso il basso, sono pur sempre vantaggiosi rispetto a quelli di altri Paesi, Italia in primo luogo, soprattutto in un ambito come quello impiegatizio.

Considerando i contratti collettivi di lavoro, e i contratti che si applicano ai diversi settori occupazionali, non è raro che i livelli retributivi risultino più elevati rispetto a quelli stabiliti dal range del salario minimo.

Stipendio medio in Svizzera e differenze fra i vari Cantoni


Gli stipendi medi in Svizzera, inutile negarlo, sono fra i più competitivi al mondo.

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Federale di Statistica svizzero, il salario medio annuo si aggira intorno agli 81.456 franchi svizzeri, il salario medio mensile tocca quota 6.788, con un divario fra uomini e donne pari al 9,5%.

A differenziare l’entità degli stipendi sono i diversi settori in cui il lavoratore è impiegato, ma non solo. A incidere sulla portata del guadagno è anche il Cantone dove il lavoro viene svolto, come possiamo notare mettendo a confronto le diverse realtà.

Secondo i dati ufficiali la media più elevata caratterizza il Cantone di Ginevra con 24,32 franchi svizzeri l’ora e 4.085 al mese, che porta il salario medio a una delle quote più elevate al mondo. Seguono a ruota i 23,90 franchi svizzeri del Cantone di Zurigo, i 21,70 del Cantone di Basilea Città, i 21,09 del Cantone di Neuchâtel, i 20,60 del Cantone del Giura, e la quota salariale del Canton Ticino, che va da un minimo di 19.75 a un massimo di 20,25 franchi svizzeri l’ora, come previsto dalla legge.

Quanto incide il costo della vita sui salari


Il costo della vita, inutile negarlo, incide con sempre più insistenza sui salari anche in Svizzera. A crescere è il prezzo degli affitti, a fronte della mancanza di alloggi. Dato di fatto anche la crescita del tasso d’inflazione, e i nuovi aumenti che, fra gli altri, coinvolgono l’entità dei premi dell’assicurazione malattia.

Anche se in Svizzera i salari sono fra i più elevati, la quantità di denaro che resta nelle tasche dei cittadini a fine mese è sempre più risicata.

Qual è la percezione comune della Svizzera quale luogo di lavoro


La Svizzera viene percepita come un luogo di lavoro dove domina incondizionata un’elevata stabilità,  un’ampia presenza di occupati a tempo parziale, e un tasso di disoccupazione decisamente basso.

In Svizzera la forza lavoro è per oltre un quarto di nazionalità straniera. In alcuni settori occupazionali persistono evidenti oscillazioni stagionali, a partire dal settore delle costruzioni.

Il mercato del lavoro può contare sulla presenza di circa 4,5 milioni di persone, in età compresa fra i 15 e i 64 anni, che svolgono un’attività a scopo di lucro, e per un quarto sono impegnati in attività professionali scientifiche e intellettuali.