All'uninominale la partita sarà giocata soprattutto tra il parlamentare del Partito democratico Bruno Censore, Wanda Ferro e la stessa Nesci. Civica popolare punta su De Filippis

La prima "partita" si è ufficialmente chiusa. Schieramenti ormai al completo e candidati pronti a darsi battaglia in vista delle prossime elezioni politiche. La campagna elettorale è dunque ufficialmente iniziata. E non sono mancate, fino all'ultimo, le sorprese sul territorio.

Il tira e molla intorno al coordinatore provinciale di Forza Italia Giuseppe Mangialavori si è concluso nel migliore dei modi per il diretto interessato. Sarà capolista al Senato nel collegio plurinominale calabrese. Alla fine il suo partito lo ha blindato dopo diverse giornate al cardiopalma. Per il resto tutto o quasi secondo copione. Nel collegio uninominale della Camera Vibo-Soverato due parlamentari uscenti Bruno Censore (Pd) e Dalila Nesci (M5S) se la vedranno con l'ex candidata alla Regione Wanda Ferro, schierata dal centrodestra. Liberi e Uguali punterà su Silvio Primerano (espressione di SI). Saranno della partita pure Amerigo Fiumara (Potere al Popolo), Fabio Agostinacchio (Casapound), Edoardo Ventra (Forza Nuova), Giuseppe Mazzitelli (Sinistra rivoluzionaria).

Il collegio uninominale per Palazzo Madama che racchiude le province di Vibo e Catanzaro vedrà l'uscente Piero Aiello, candidato dal centrodestra in quota Gentile, contrapposto all'ex presidente del Consiglio regionale Salvatore Scalzo, espressione del Partito democratico e dei suoi alleati. In lizza per il M5S Silvia Vono e ancora, Maria Antonietta De Fazio (Leu), Francesco Aroma (Sinistra rivoluzionaria), Lina Leuci (Potere al Popolo), Caterina Nero (Casapound), Grazia Tolomeo (Forza Nuova). Fin qui la partita dell'uninominale che consentirà di eleggere poco meno di un terzo dei parlamentari.

Ma il match più importante, che ha consentito di emettere delle candidature che sembrano molti simili a dei verdetti, si è giocato sulle quote proporzionali di Camera e Senato. Ed anche qui i vibonesi si sono difesi molto bene. Se è vero che Giuseppe Mangialavori guida il listino per palazzo Madama in tutta la Calabria, riconoscimento significativo dopo giornate di assoluta tribolazione - quando la sua candidatura era stata messa seriamente in forse dall'assegnazione del collegio vibonese a FdI - è altrettanto innegabile che un'altra deputata uscente, Dalila Nesci del Movimento Cinquestelle, può dirsi quasi certa, sondaggi alla mano, di rientrare dalla porta principale a Montecitorio. Capeggerà la lista per Montecitorio. Primo posto nel listino del Pd per la Camera dei Deputati anche per il vicepresidente della Giunta regionale Antonio Viscomi che ha solide radici a Pizzo Calabro, il comune più grande, dopo il capoluogo, dell'intero territorio provinciale. Diventare deputato anche per lui dovrebbe essere poco più che una formalità. Non compaiono in lista, come sembrava possibile in un primo momento, altri dirigenti cittadini dem. Ci sarà invece un vibonese doc in "Civica Popolare" di Beatrice Lorenzin. A correre da capolista in quota proporzionale per la Camera dei Deputati sarà l'ex assessore all'Ambiente Vincenzo De Filippis.

La pattuglia cittadina di aspiranti parlamentari è stata completata da altri due inserimenti. Antonino Daffinà, ex commissario dell'Aterp ed espressione del gruppo che fa capo a Roberto Occhiuto, è stato schierato al terzo posto nella compagine di Forza Italia, in posizione quasi certamente non utile ai fini dell'elezione. Stessa collocazione per il portavoce provinciale del Movimento nazionale per la Sovranità Fausto De Angelis, nel listino messo a punto dalla Lega per il Senato. La compagine sarà capeggiata nientemeno che da Matteo Salvini. Alle sue spalle la scopellitiana Tilde Minasi.