All'1 ottobre del 2020 i morti in Calabria a causa del Coronavirus erano 100 esatti. Ieri 3 febbraio, quattro mesi dopo, è stata superata quota 600. Numeri imponenti - 500 morti in 4 mesi - che indicano con evidenza il cambio di passo tra la prima e la seconda ondata. La differenza è una conseguenza inevitabile della maggiore diffusione dei contagi: a inizio ottobre, ad un mese dalla fine dall'estate, gli attualmente positivi erano 537, adesso si oscilla intorno agli 8.600.

A gennaio media di quasi 4 morti al giorno. Aumento delle vittime della pandemia che è avvertito anche nel sentire comune: inizialmente i morti erano più sporadici, si riusciva a "tenere il conto". Successivamente, a ottobre, la preoccupazione è iniziata ad aumentare quando le tristi notizie hanno iniziato ad avere una cadenza giornaliera. Tanto che a fine ottobre la preoccupazione arrivava dal "sesto decesso in pochi giorni". A gennaio, invece, ci sono stati 113 decessi in 31 giorni: una media di quasi 4 al giorno.

Cosenza la più colpita, Vibo con meno decessi. La provincia più colpita, in termini numerici, è Cosenza, dove si è passati dai 36 morti di inizio ottobre ai 260 attuali. Segue poi Reggio Calabria (da 19 a 176), Catanzaro (da 33 a 88), Crotone (da 6 a 42) e Vibo Valentia (da 5 a 40).