Stefanaconi, allarme antenne: il Consiglio approva un regolamento
Pronto un tavolo di concertazione che consenta di studiare il problema con il coinvolgimento dei comitati vibonesi
Un regolamento comunale con la definizione dei criteri di installazione delle antenne di telefonia mobile sul territorio comunale è stato approvato stamattina ed all'unanimità dal Consiglio Comunale di Stefanaconi. Un Consiglio comunale straordinario convocato con un solo punto all'ordine del giorno, l'approvazione proprio di tale regolamento che mira a regolarizzare la dislocazione selvaggia delle antenne, a salvaguardare l'impatto ambientale e prima ancora la salute dei cittadini anche attraverso l'installazione di centraline per la misurazione dei limiti di elettrosmog.
Le dichiarazioni. Da sottolineare gli interventi del Sindaco Salvatore Disì, del Consigliere Nicola Carullo, del ViceSindaco Franco Solano, dell'Avvocato Santaguida che difende il Comune al Tar e del Presidente il Comitato volontario dei Cittadini Raffaele Arcella che ha consegnato anche una memoria scritta da allegare agli atti della deliberazione consiliare.
Un provvedimento sollecitato da tutta la comunità che si trova circondata da una serie di ripetitori TV e impianti di telefonia dislocati sulla collina che sovrasta l'abitato di Stefanaconi, comunità che vuole mettere un freno a questa selvaggia invasione e che in questi giorni sta seguendo con particolare apprensione la paventata installazione di un ulteriore traliccio alto 25 metri progettato a ridosso del centro abitato e vicinissimo alla scuola elementare.
Il Comitato. La sinergia promossa dal Comitato “Non più antenne a Stefanaconi” e l'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Salvatore Disì incomincia a dare risultati concreti e i cittadini sono fiduciosi sulla decisione che il TAR andrà a prendere nella seduta del prossimo 18 c.m.
L'iniziativa. Al riguardo il Presidente del Comitato Raffaele Arcella ha opportunamente ricordato che alla Procura della Repubblica ed ai Carabinieri di Sant'Onofrio sono state presentate tre distinte denunce sottoscritte da oltre mille cittadini nelle quali viene rappresentato un abuso edilizio della Wind e sopratutto documentato un evidente falso in atto pubblico nel contesto della pratica presentata all'ex Genio Civile di Vibo ed al Comune di Stefanaconi dalla Wind.
Il monito. “Nessuna sentenza del TAR o del Consiglio di Stato – ha dichiarato Arcella - esonererebbe il Sindaco di Stefanaconi dal perseguire responsabilità tanto oggettive. Per essere più chiaro voglio dire che qualora il TAR, che è un organo amministrativo, nell'udienza del prossimo 18 di questo mese, dovesse dare ragione alla Wind, il Sindaco, che ha nelle mani degli atti che dimostrano in maniera incontrovertibile un falso in atto pubblico attraverso il quale è stato oscurato l'illecito della Wind , non può e non deve dare seguito a quella sentenza perchè egli è Organo locale dello Stato e quindi, in quanto Ufficiale di Governo,in attesa delle determinazioni della Procura della Repubblica, non può venire meno a tale sua specifica funzione”.
Tavolo di concertazione. Nel frattempo si ha notizia che i Comitati Civici di Vibo Valentia Gambardella e Mignolo, di concerto con l'Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, stanno predisponendo un tavolo di concertazione con il Comune di Stefanaconi ed il Direttivo del Comitato Civico “Non più antenne a Stefanaconi” al fine di avviare una strategia di intervento sulla rimozione di quelle antenne che la Procura della Repubblica, recentemente, ha verificato siano abusive e sulle quali pende un'ordinanza di demolizione del Comune di Stefanaconi.
