Il docente universitario dell'Università degli Studi Tor Vergata di Roma ha incontrato i sostenitori del "Sì" vibonese

La campagna referendaria, in vista del referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre, deve ancora entrare nel vivo. Ma la città di Vibo Valentia, a 45 giorni dalla consultazione, dimostra di essere un laboratorio culturale di grande interesse. Molteplici sono le iniziative finora messe in campo dai Comitati per il "Sì"; l'ultima di queste ieri pomeriggio alla Biblioteca comunale con l'illustre presenza di un eminente costituzionalista come Giovanni Guzzetta, autore, peraltro, del libro "Italia si cambia, identikit della riforma costituzionale (edito da Rubbettino).

L'incontro. Il docente universitario dell'Università degli Studi Tor Vergata di Roma, già presidente della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) alla fine degli anni ottanta, nonchè nipote di Nuccio Fava, ha incontrato i sostenitori del "Sì" vibonese. All'incontro, promosso dai coordinatori dei Comitati Cessaniti per il Sì (Francesco Latino Iannello), Basta un Sì Vibo Valentia (Enzo Romeo) e Movimento per il Sì per l'Italia (Franco Cosentino), hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco del capoluogo Elio Costa, il segretario provinciale del Partito Democratico Vincenzo Insardà, amministratori locali, consiglieri di maggioranza e di opposizione del comune di Vibo Valentia.

La riforma. "La riforma della Costituzione non appartiene ne a Renzi, ne alla Boschi, ne al Parlamento che l'ha votata - ha esordito Guzzetta - , ma a noi cittadini. La riforma appartiene a tutti e senza cittadini non potrà essere approvata. E' una riforma che migliora lo status quo - ha proseguito il costituzionalista - che ci avvicina ai modelli di democrazia consolidata vigenti nel Regno Unito, in Germania, in Spagna, paesi in cui, come il nostro, vige una forma di governo parlamentare". Guzzetta ha evidenziato, inoltre, l'ostacolo principale da superare: "C'è molto scetticismo, c'è molta diffidenza nei confronti di una riforma di cui se ne discute da quarant'anni. Solo nel nostro paese esistono ancora due camere che ormai rappresentano un inutile doppione dell'altro. In Italia - ha asserito Guzzetta - esiste ancora la paura del cambiamento, l'idea che dietro l'angolo ci sia l'occasione di poter discutere di una riforma migliore. E' diffuso il concetto di ciò che io definisco benaltrismo, il fatto di dover sempre e in ogni caso pensare che l'idea messa in campo non sia risolutiva perchè è migliore l'alternativa possibile da praticare. Se domenica 4 dicembre il Sì dovesse vincere - ha concluso il Prof. Guzzetta - avremmo un sistema politico migliore, più efficiente, più responsabile e dove finalmente il cittadino, grazie alla riforme, diventa arbitro scegliendo un governo che possa governare per cinque anni".

Nella foto, da sinistra, Iannello, Romeo, Guzzetta e Cosentino