È finito al centro dell’inchiesta “Bononia Gate” il commercialista vibonese Lorenzo Scordamaglia, 70 anni, attivo professionalmente a Bologna. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, Scordamaglia avrebbe fornito consulenze e pareri tecnici per la creazione di società fittizie finalizzate a ottenere finanziamenti pubblici illeciti e a riciclare denaro per conto di un presunto gruppo legato alla ‘ndrangheta.

Al professionista è stato imposto l’obbligo di dimora e l’interdizione dall’attività contabile per un anno. Le accuse principali contestate agli indagati nell’operazione sono truffa ai danni dello Stato, autoriciclaggio e falso in bilancio, aggravate in alcuni casi dall’ipotesi di agevolazione della cosca Piromalli-Molé, storicamente radicata a Gioia Tauro.

Secondo le indagini, tra il 2010 e oggi sarebbero state create almeno nove società fittizie con sede a Bologna e Roma, attraverso le quali sarebbero stati ottenuti finanziamenti statali garantiti, prosciugati e riciclati tramite prestanome e operazioni simulate, causando un danno erariale stimato in oltre 1,5 milioni di euro.

L’indagine è nata nel 2021 a seguito di una denuncia della società Aeroporto di Bologna, riguardante alcune aziende che gestivano i parcheggi dello scalo, in particolare la Gisaps srl. L’attività sarebbe stata utilizzata per riciclare denaro per oltre dieci anni, mentre la successiva cessione dell’azienda avrebbe mascherato capitali illeciti.

Accanto a Scordamaglia, tra gli indagati figurano anche altri professionisti e imprenditori, tra cui Antonino Cernuto e Pacifico Cocciolo, ritenuti i dominus del gruppo criminale. Otto persone hanno ricevuto misure cautelari tra carcere e domiciliari, mentre 33 risultano complessivamente indagate.