Simulazione di reato: assolto giovane vibonese
I fatti risalgono al 2015, quando due giovani acquistavano dei cellulari nuovi e subito dopo veniva sporta denuncia da parte di uno dei due acquirenti. Nella denuncia l'imputato, M. A., di 32 anni (difeso dall'avvocato Santo Cortese), dichiarava all'autorità giudiziaria, sentito dai carabinieri, di aver subito il furto del proprio cellulare a Cosenza mentre si trovava in un bar. A seguito delle indagini, veniva accertato, anche attraverso i tabulati, che in realtà tale telefono era ancora in uso e funzionante e che, pertanto, vi era stata una simulazione di furto al fine di ottenere un indennizzo risarcitorio.
All'esito dell'istruttoria dibattimentale, il pm aveva chiesto la pena ad anni uno di reclusione, mentre la difesa evidenziava la mancanza della prova circa l'effettivo utilizzo del telefono da parte dell'imputato dopo la denuncia. Non essendo stata raggiunta la prova sulla colpevolezza dello stesso, il tribunale penale di Vibo, in composizione monocratica, ha assolto l'imputato per non aver commesso il fatto.
