Busta con proiettile a giornalista, Parisi (Fnsi): "Vigliacca intimidazione"
Suoi gli articoli sulle inchieste “Sacal” o “Robin Hood” oppure “Dionisio”, giusto per citare alcune operazioni che forze dell’ordine e magistratura hanno compiuto in questo 2017
Una lettera contenente l'ogiva di un proiettile all'interno di una busta indirizzata ad Alessia Truzzolillo. In questo modo qualcuno ha tentato di intimidire la collega giornalista del Corriere della Calabria. La lettera è stata lasciata, nella notte fra sabato e domenica, all’interno del giardino della casa dei genitori. Prontamente, la cronista ha sporto denuncia ai carabinieri, che stanno indagando sull’inquietante avvertimento. Informata dell’accaduto, rivela il quotidiano online diretto da Paolo Pollichieni, anche la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e il procuratore Nicola Gratteri, che ha telefonato personalmente alla Truzzolillo per incitarla a continuare con la solita determinazione il proprio lavoro.
Alessia Truzzolillo in passato ha collaborato con Calabria Ora (anche quando è diventata L’Ora della Calabria), poi con il quotidiano La Provincia di Cosenza e, attualmente, scrive per il Corriere della Calabria, dove si occupa di fatti di cronaca nera e giudiziaria riguardanti il territorio lametino, ma non solo. Suoi gli articoli sulle inchieste “Sacal” o “Robin Hood” oppure “Dionisio”, giusto per citare alcune operazioni che forze dell’ordine e magistratura hanno compiuto in questo 2017. "Sono fiduciosa nel lavoro degli inquirenti", si limita a dire Alessia raggiunta telefonicamente da Giornalistitalia.it in una domenica di riposo che, invece, si è rivelata decisamente diversa rispetto a quella programmata.
Il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa, Carlo Parisi, nell’esprimere ad Alessia Truzzolillo, alla sua famiglia ed alla redazione del Corriere della Calabria “la massima vicinanza della Fnsi e del Sindacato Giornalisti della Calabria”, condanna “l’ennesimo, vigliacco, tentativo di intimidire chi, con serietà, professionalità e, soprattutto, senza grandi tutele contrattuali, con passione e coraggio tiene alta la qualità dell’informazione, pubblicando notizie vere, pertanto per alcuni scomode”.
“E lo fa – incalza Parisi – attraverso inchieste giornalistiche che rappresentano l’unica bandiera credibile della professione in un Paese nel quale criminalità organizzata, poteri forti, ma anche pezzi importanti delle istituzioni tentano, non solo con la violenza, ma anche con leggi sempre più restrittive, di imbavagliare i giornalisti tarpando le ali alla libertà di stampa”.
